Il succo d'arancia è più sano delle arance fresche?

Molta vitamina C, fibre e sostanze bioattive: le arance sono delle vere bombe nutritive e un potente alleato per la salute in inverno. E anche il succo fornisce questi benefici.

Un’arancia grande o due piccole coprono il nostro fabbisogno giornaliero di vitamina C. La vitamina C però non è l’unica cosa che rende le arance così apprezzate durante l’inverno: questi frutti contengono anche una buona dose di acido folico e di fibre, che hanno un ruolo di primo piano nel tratto digestivo. Inoltre, le arance saziano con relativamente poche calorie (40 per 100 grammi) e contengono carotenoidi e altre sostanze bioattive considerate benefiche per la salute. Tra i carotenoidi c’è il betacarotene, dal quale viene sintetizzata la vitamina A importante per la vista, e anche sostanze come la luteina e la zeaxantina che contribuiscono a proteggere le cellule.

Una reputazione da rivalutare

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Anche il succo d’arancia contiene tutte queste sostanze, ma la sua reputazione non è buona quanto quella del frutto intero a causa del suo alto contenuto di zucchero. La maggior parte delle volte il succo che arriva nei nostri bicchieri non viene direttamente dalle arance spremute, ma è prodotto a partire dal concentrato. Dalla spremuta fresca d’arancia viene estratta l’acqua attraverso un processo di evaporazione sottovuoto a basse temperature, finché rimane solo un sesto del volume originario. I numerosi aromi che conferiscono sapore all’arancia vengono separati dal succo e il concentrato viene congelato. Dopo un viaggio di migliaia di chilometri (il 90 percento del succo prodotto da concentrato in Svizzera proviene infatti dal Brasile) il produttore di succo di frutta locale ricongiunge quello che era stato separato oltreoceano. Non può essere aggiunto nessun altro ingrediente, in particolare niente zucchero cristallino. Lo zucchero dichiarato nei valori nutritivi è quello contenuto naturalmente nelle arance.

Più sano del frutto

Di recente, alcuni ricercatori dell’Università di Hohenheim hanno affermato che il dolce succo fosse più sano dello stesso frutto. Un team della cattedra di «Tecnologie e analitica degli alimenti vegetali» ha pubblicato uno studio piccolo ma convincente, che ha chiarito che il succo d’arancia non è assolutamente malsano quanto la cola, come si riteneva. Nel corso delle analisi si è potuto constatare che bevendo succo d’arancia pastorizzato vengono assorbiti circa il doppio dei carotenoidi rispetto a quelli assorbiti mangiando un’arancia. Questo perché gli spicchi d’arancia contengono rispetto al succo decisamente più fibre, che contrastano l’assorbimento dei carotenoidi nell’intestino. Masticando le fibre, molte cellule rimangono intatte e tengono rinchiusi i carotenoidi, che sono quindi più difficili da assimilare.

Nonostante tutti i vantaggi, il succo d’arancia, a causa delle sue circa 100 calorie per ogni 2 dl, non è la bevanda adatta per dissetarsi: il consumo giornaliero raccomandato si limita a un bicchiere. Quando si accompagna il succo a un pasto equilibrato, gli alimenti ingeriti frenano l’aumento del tasso di glicemia e d’insulina. Questa quantità comunque copre già circa i ¾ del fabbisogno quotidiano di vitamina C.

Pubblicato il 28.06.2017,

di Marianne Botta Diener


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