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Dieta senza glutine: voti migliori a scuola?

Quali malattie croniche influiscono sul rendimento scolastico e in che modo? I risultati di uno studio condotto sull'argomento.

Le malattie croniche possono avere delle ripercussioni negative sulle prestazioni scolastiche. Questo non avviene però nel caso della celiachia (intolleranza al glutine), secondo uno studio condotto in Svezia su ragazzi della nona classe (15-16 anni).

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Confronto con i teenager non affetti da celiachia

I ricercatori hanno confrontato i risultati scolastici di quasi 1800 studenti affetti da celiachia con quelli di oltre 440 000 soggetti della stessa età non interessati da questa malattia autoimmune. Come riferimento è stato scelto il nono anno di scuola, perché è a questo punto che si decide il futuro orientamento professionale dei ragazzi.

Oltre l'80 percento seguiva una dieta senza glutine

In studi precedenti, i ricercatori avevano riscontrato problematiche di carattere cognitivo in alcuni soggetti adulti di età superiore affetti da celiachia. Questo aspetto interessava prevalentemente le persone che, nonostante la malattia, assumevano cibi contenenti glutine o che avevano cominciato a seguire un'alimentazione gluten free solo da pochi anni. Nello studio attuale, invece, oltre l'80 percento dei teenager coinvolti seguiva una dieta priva di glutine.

I fattori legati ai brutti voti

Diversamente dalla celiachia, sono stati osservati altri fattori che influiscono senz'altro sui voti scolastici. Chi è cresciuto con genitori single in media presentava voti peggiori a scuola rispetto ai coetanei provenienti da nuclei familiari che comprendono entrambe le figure genitoriali. Anche i ragazzi che alla nascita erano piccoli rispetto all'età gestazionale avevano dei voti piuttosto negativi.

Le ragazze battono i ragazzi

Nel complesso le ragazze hanno avuto risultati prevalentemente migliori rispetto ai coetanei maschi. Sono stati osservati risultati scolastici mediamente più positivi negli studenti anche quando i genitori presentavano un livello di studi superiore e un buon reddito.

Fonte: «Archives of Disease in Childhood»

di Dott. med. Martina Frei,

pubblicato il 25.07.2018

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