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Grassi sani

Solo pochi anni fa i grassi erano considerati i principali responsabili del sovrappeso e banditi quindi dai menu durante la dieta. Al giorno d’oggi invece si parla sempre più dei grassi sani e di quanto siano importanti per il corpo: i fattori discriminanti sono la quantità e il tipo di grassi assunti con l’alimentazione.

I grassi (o lipidi) non servono solo a esaltare i sapori: il nostro corpo ne ha bisogno come importante fonte di energia e li sfrutta anche per realizzare le strutture cellulari. Le vitamine A, D, E e K sono liposolubili e pertanto il grasso è necessario al loro assorbimento. Circa il 30 percento dell’energia giornaliera dovrebbe provenire dai lipidi: considerando un fabbisogno di 2000 kcal, si tratta di circa 65 g di grassi al giorno.

I lipidi sono composti da singoli acidi grassi, che possono essere saturi o insaturi. I cosiddetti acidi grassi saturi sono contenuti principalmente in carne, insaccati, latticini grassi e prodotti da forno. Sono considerati i grassi «cattivi» e dovrebbero costituire non più del 10 percento dell’apporto calorico giornaliero. Gli acidi grassi insaturi sono suddivisi a loro volta in monoinsaturi e polinsaturi. Sono contenuti ad esempio nei pesci ricchi di grassi, nell’olio di oliva, di colza e di arachidi, nella frutta secca e negli avocado.

Salmone glassato con contorno di cavolo

Gli acidi grassi polinsaturi come gli omega 3 e gli omega 6 rientrano fra i cosiddetti acidi grassi «essenziali» perché non vengono prodotti autonomamente dal nostro corpo e devono quindi essere assunti mediante l’alimentazione. Gli acidi grassi polinsaturi sono coinvolti anche nella regolazione dei processi infiammatori. Gli omega 3 inoltre sono presenti in grande quantità in pesci ricchi di grassi come sgombro, aringa, tonno o salmone. Prova la nostra ricetta asiatica a base di salmone e fai il pieno di importanti acidi grassi.

Wrap ai germogli e all’avocado

Anche gli avocado contengono una grande quantità di grassi «buoni» con molti acidi grassi monoinsaturi. Questi ultimi sono stati correlati a una riduzione del rischio di patologie cardiovascolari.


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