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L’insalata può saziare?

L’insalata gode di una splendida fama: sana, ipocalorica, ricca di sostanze nutritive. È davvero così? Non sempre. La gamma di prodotti etichettati come «insalata», infatti, è vastissima.

Al contrario di quanto si pensa, una comune lattuga contiene poche sostanze nutritive, essendo composta quasi esclusivamente da acqua. Soprattutto nelle insalate preconfezionate rimangono ben poche vitamine, e non abbondano neppure le salutari fibre alimentari.

Una succulenta salsa francese aggiunge senz’altro gusto, ma anche calorie spesso inutili. I condimenti italiani offrono più benefici, ma anche qui con delle differenze. La ricetta ideale vuole olio d’oliva pregiato e aceto senza zuccheri aggiunti. Per una variazione sul tema si può scegliere succo di limone appena spremuto. La vitamina C preserva più a lungo le vitamine dell’insalata. L’olio e l’acido migliorano l’assorbimento di vitamine e carotenoidi liposolubili nonché del ferro.

Un’aggiunta per riempire lo stomaco

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Per una persona di appetito normale, una semplice insalata fa al massimo da antipasto. Se la si consuma come pasto principale, per evitare brontolii allo stomaco è necessario accompagnarla ad altro, idealmente proteine e carboidrati ricchi di fibre. Scegliendo il giusto sostituto, si aggiungono preziose sostanze nutritive senza doversi preoccupare della linea. Le proteine pregiate e povere di grassi si trovano in formaggio in fiocchi, uova, tonno (al naturale) o petto di pollo.

Per vegani e appassionati di zuppe

Per un’insalata vegana sono perfetti fagioli, lupini, ceci o lenticchie. Anche frutta secca e semi contengono tutto il necessario: proteine, fibre, grassi buoni e carboidrati. Nonostante l’elevato contenuto energetico, non fanno ingrassare, a patto che non siano tostati, salati o macinati. L’insalata esiste perfino liquida: per chi preferisce bere anziché masticare il gazpacho è una valida alternativa. Ricordando che la sorella fredda del minestrone va consumata col cucchiaio e non infilzandola.

Pubblicato il 27.09.2017,

di Dott. med. David Fäh


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