Allergia alla soia

L’allergia alla soia va spesso di pari passo con un’allergia alle arachidi o al polline di betulla e può già insorgere in giovane età. In altre parole: bisogna rinunciare completamente ai fagioli di soia e ai prodotti in cui figurano come ingredienti.

Descrizione

Un'allergia alla soia si può sviluppare già in età infantile. Anche i giovani e gli adulti soggetti da un'allergia ai pollini di betulla possono tuttavia sviluppare una reazione incrociata di pollini di betulla e soia (allergia alimentare associatia ai pollini).

Essendo le arachidi e la soia apparentate da un punto di vista botanico (entrambi appartengono alla specie della frutta a guscio), le allergie alla soia e alle arachidi si manifestano spesso contemporaneamente.

Possibili sintomi

  • prurito, bruciore, sensazione di secchezza del cavo oro-faringeo (sindrome orale allergica)
  • vomito, nausea, diarrea
  • orticaria, edema di Quincke
  • rinite acquosa allergica, congiuntivite allergica
  • attacchi di asma, dispnea
  • vertigini, senso di soffocamento
  • choc anafilattico (choc che può risultare letale, collasso cardiocircolatorio)

Suggerimenti alimentari

In caso di allergia alla soia è necessario rinunciare al consumo di soia e di tutti i prodotti a base di soia, tra cui:

  • farina di soia, pasta di soia
  • fiocchi di soia
  • bevande alla soia e prodotti da queste derivanti (per esempio yogurt di soia, crema alla soia, panna alla soia)
  • tofu
  • germogli di soia, germogli di fagioli verdi
  • salsa di soia
  • concentrati di soia (per esempio pasta speziata al miso, pasta da spalmare alla soia)
  • granulare di soia, tempeh

Leggere sempre le avvertenze sulle confezioni. I semi di soia e i prodotti a base di soia devono sempre essere inseriti nella lista degli ingredienti, anche se sono presenti soltanto in quantità ridotte.

Tracce di soia possono anche finire non intenzionalmente in un prodotto alimentare durante il processo di elaborazione. Questo talvolta non si può evitare. La presenza di tracce deve essere indicata, qualora venga superato il valore massimo fissato per legge (1 g/kg) o possa essere superato (per esempio «Può contenere soia»). L’indicazione della presenza di tracce inferiore al valore massimo fissato per legge è facoltativa.

Il caso particolare della lecitina

L'additivo lecitina (E 322) viene nella maggior parte dei casi ricavato dalla soia. Viene indicata nella lista degli ingredienti (per esempio «emulsionante E 322 (di soia)»). La lecitina di soia non causa solitamente reazioni allergiche.

Il caso particolare dell’olio di soia

L’olio di soia completamente raffinato viene solitamente tollerato dalle persone allergiche alla soia. Secondo quanto stabilito dalla normativa in materia di alimenti, l'olio di soia non rientra tra gli allergeni. Può essere indicato nella lista degli ingredienti di un prodotto con la semplice dicitura «olio vegetale».

Allergia incrociata ai lupini

Il lupino fa parte, come le arachidi, della famiglia dei legumi e viene coltivato da lungo tempo nei paesi mediterranei. I semi venivano utilizzati come alimentazione per uomini e animali.

Negli ultimi anni il lupino ha cominciato a essere utilizzato sempre più spesso dall'industria alimentare. I semi di lupino hanno un sapore simile a quello delle nocciole, sono in grado di ritenere l'acqua e permettono pertanto di produrre articoli di panetteria e pasticceria che si seccano più lentamente. La farina di lupino viene usata anche in altri gruppi alimentari come legante.

Le persone allergiche alle arachidi e alla soia possono sviluppare, a causa delle similitudini proteiche, un'allergia incrociata al lupino. In caso si sia consapevoli di essere soggetti a tale reazione incrociata è necessario controllare sulla confezione dei prodotti se contengono lupino e in caso affermativo rinunciare al consumo di tali prodotti. Il lupino e i prodotti

Pubblicato il 31.05.2017


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