Vegani? Ecco a cosa stare attenti

Senza prodotti di origine animale si corre il rischio di assumere poca vitamina B12: come aggirarlo.

Al giorno d’oggi, essere vegani non rappresenta alcun problema. La scelta di rinunciare completamente a prodotti di origine animale nell’alimentazione, nella cosmetica e persino nel vestiario, un tempo un fenomeno di nicchia, si è trasformata in un vero e proprio trend. Giovani attrici e cuochi di tendenza si dichiarano a favore del veganesimo. In Svizzera si stima che vivano 40 000 vegani e la tendenza è in vertiginoso aumento.

Consapevolezza in evoluzione

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Nel corso degli ultimi anni temi come l’allevamento intensivo degli animali, le emissioni di CO2 dannose per il clima o la sostenibilità nella produzione degli alimenti sono stati sempre più discussi dall’opinione pubblica. I servizi dei media, i documentari e i libri come «Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?» dello scrittore americano Jonathan Safran Foer hanno fatto nascere una nuova consapevolezza. Tale cambiamento ideologico ha fatto sì che ad alcuni passasse la voglia di mangiare alimenti, la cui produzione prevede la sofferenza di animali o pone rischi per l’ambiente e il clima.

Essere vegani non significa semplicemente aderire a un regime alimentare, ma sposare una vera e propria filosofia di vita. L’alimentazione vegana non nasce soltanto da una motivazione altruista. Anche la salute e la bellezza sono ormai argomenti centrali per i vegani. In questa ottica, mangiando vegano si rimane in forma, sani e belli. Il credo è: mangiando meno carne grassa ho una pelle più bella.

Alimentazione dei bambini: una questione molto controversa

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Un’alimentazione puramente vegetale garantisce un sufficiente apporto di vitamine, nutrienti ed elementi? La questione è controversa. La carne, il pesce, le uova e i latticini sono ottime fonti di proteine di primaria necessità come il calcio, il ferro e soprattutto la vitamina B12.

Molti temono, perciò, che fare a meno di prodotti di origine animale comporti il rischio di carenze. «Non necessariamente» spiega David Fäh, specialista in fisiologia alimentare, riferendosi agli adulti. «Esistono infatti molte alternative vegetali. Per condurre una sana alimentazione a base vegetale servono tuttavia buone conoscenze degli alimenti, delle sostanze in essi contenute e dei relativi nutrienti». Diversa è invece la questione per i bambini: per il loro sviluppo è imprescindibile un sufficiente apporto di vitamina B12.

Diversa è invece la questione per i bambini: per il loro sviluppo è imprescindibile un sufficiente apporto di vitamina B12.

I vegani non devono dimenticare la vitamina B12

La vitamina B12, di importanza fondamentale, è praticamente assente nelle piante. Per questo motivo la Società Vegana Svizzera (VGS) raccomanda di sopperire al fabbisogno di vitamina B12 con integratori alimentari concentrati. «La vitamina B12 (o cobalamina) prodotta dai microrganismi svolge un ruolo essenziale nell’alimentazione odierna. Molte persone ne assumono quantità insufficienti, nonostante una carenza di vitamina B12 possa comportare danni irreversibili. Negli alimenti di origine vegetale questa vitamina è quasi inesistente. Per questo è importante che i vegani si assicurino in modo mirato di assumerne in quantità adeguata», afferma la VGS. Gli adulti che decidono di adottare lo stile di vita vegano hanno inizialmente accumulato riserve di vitamine nel fegato, ma la questione è diversa per un’alimentazione vegana sin dalla nascita: i genitori devono quindi garantire la corretta integrazione vitaminica dei propri figli sin dall’inizio.

L’organismo di un uomo adulto ha un fabbisogno di vitamina B12 di circa 3 microgrammi (µg) al giorno. Dato che l’assorbimento varia in funzione della dose e della forma in cui viene assunta la vitamina B12, la VGS raccomanda ai vegani un apporto quotidiano di almeno 25 µg. Inoltre è importante conoscere i propri valori sanguigni e monitorarli insieme al medico di famiglia. Segni caratteristici di una carenza di vitamina B12 possono essere ad esempio anemia o sensazione di prurito alle mani e ai piedi.

Di norma non è possibile assumere un iperdosaggio di questa vitamina: essendo idrosolubile, se presente in quantità eccessiva viene eliminata dai reni. Il trend vegano è ormai diffuso e con esso anche la necessità di evitare che si verifichino carenze.

Pubblicato il 09.05.2017,

di Simone Ott


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