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Lotta alle varici

Per molte persone le varici non sono soltanto un disagio estetico ma possono determinare anche problemi di salute. Ecco perché prevenire è importante.

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La Dott.ssa Vassiliki Bekou

La Dott.ssa Vassiliki Bekou è specialista in dermatologia e venereologia presso il centro della salute Santémed di Kreuzlingen TG.

Le vene varicose sono il disturbo vascolare più frequente alle gambe e, secondo le stime, interessano un adulto su tre nel corso della vita. Nella maggior parte dei casi sono ereditarie, mentre in circa il 5 percento dei casi possono insorgere a causa di un’altra patologia vascolare come, per esempio, la trombosi venosa profonda.

Chi sta seduto non fa movimento

Consigli
  • Bere molta acqua (almeno 3 litri al giorno).
  • Evitare di stare seduti o fermi in piedi a lungo.
  • Muovere le gambe anche quando si sta seduti o in piedi.
  • Portare scarpe basse.
  • Evitare il sovrappeso e il consumo di alcol e nicotina.
  • Seguire un’alimentazione bilanciata, ricca di fibre e frutta.
  • Si consiglia il percorso Kneipp.
  • Concedersi sauna e sole con moderazione.
  • Praticare regolarmente sport di resistenza evitando allenamenti intensi di potenza.

Di norma il sangue affluisce dai piedi al cuore contro la forza di gravità. Se per predisposizione, però, le pareti delle vene sono deboli, i tessuti circostanti esercitano una pressione minore e manca il movimento delle gambe, per esempio perché si svolgono attività che obbligano a stare fermi in piedi o seduti troppo a lungo, nelle gambe ristagna più sangue. Di conseguenza le vene si dilatano finché le valvole venose non riescono più a chiudersi correttamente.

Se la malattia progredisce, la ridotta capacità di drenaggio del sangue e il conseguente aumento della pressione venosa determinano gravi danni, soprattutto dal ginocchio in giù. Le conseguenze sono edemi (gonfiore alle gambe), senso di pesantezza, prurito o crampi notturni ai polpacci. Le vene varicose possono inoltre causare la comparsa di macchie scure, eczemi (dermatite da stasi), l’infiammazione delle vene superficiali o profonde (trombosi superficiale o profonda, appunto), embolia polmonare o addirittura ulcere varicose.

Possibili cure

Prevenire la trombosi

I lunghi viaggi in auto o in aereo (di durata superiore a 4 ore) e l’immobilizzazione a letto (per più di 24 ore, soprattutto in caso di malattie infettive concomitanti come l’influenza) rappresentano situazioni a rischio per le trombosi. In casi del genere è bene farsi prescrivere dal medico un anticoagulante come l’eparina a basso peso molecolare (LMWH).

Lo strumento diagnostico standard è l’ecografia venosa, che localizza il punto più alto e più basso del ritorno venoso e analizza lo stato dei tessuti da un punto di vista anatomico-morfologico. Per trattare i disturbi di più lieve entità sono indicate le calze elastiche a compressione graduata di classe II, che è però un trattamento puramente sintomatico che non risolve il problema delle varici. Un intervento frequente è il cosiddetto «stripping», ovvero l’asportazione chirurgica della vena varicosa con legatura del ramo venoso all’inguine (crossectomia).

Accanto a questa oggi esistono anche altre tecniche: la terapia laser endovenosa, la radiofrequenza e le sclerosanti distruggono termicamente o chimicamente il rivestimento interno dei vasi (endotelio) in modo da impedire il flusso sanguigno al loro interno. Dopo il trattamento si consiglia di portare calze elastiche a compressione graduata.

Pubblicato il 02.08.2017,

di Dott. med. Vassiliki Bekou


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