Proteggere il cervello è importante

Le cadute durante l’attività sportiva sono una delle cause principali delle commozioni cerebrali. L’importante è reagire nel modo giusto e non sottovalutare le possibili conseguenze.

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Dott. Roberto Llano

Medico specialista FMH in medicina generale e medicina dello sport SGSM/SSMS presso il centro sanitario Medbase di Berna Westside.

Ogni anno vengono segnalati alla Suva circa 6000 casi di lesioni alla testa definibili come «traumi cranio-encefalici», un numero che negli ultimi anni è aumentato di quasi il 30 percento. Questo forte incremento è dovuto soprattutto al fatto che in caso di colpo alla testa ci si rivolge al medico molto più spesso.  Tre quarti dei traumi cranio-encefalici sono «lesioni cerebrali traumatiche lievi» o più genericamente commozioni cerebrali.

Chi subisce una commozione cerebrale subito dopo l’urto può perdere momentaneamente conoscenza, manifestare un’amnesia temporanea oppure ripetere più volte le stesse domande, perdere l’orientamento e avere un pensiero rallentato. Altri segnali possono essere disordini del movimento e disturbi dell’equilibrio, nausea e vomito. In presenza di uno o più sintomi di questo tipo, è consigliabile sottoporsi immediatamente a un accertamento.

L’accertamento medico è fondamentale

Indossare il casco e consultare il medico

Per ridurre il più possibile i rischi indossa il casco, ad esempio per sciare o andare in bicicletta.

Rivolgiti al medico se perdi i sensi o accusi sintomi come emicrania, nausea/vomito, disturbi del movimento e dell’equilibrio.

Non esiste un medicinale per la commozione cerebrale, il rimedio migliore è adottare uno stile di vita tranquillo, rallentare il ritmo e consultare il medico per capire come comportarsi.

In caso di emicrania è preferibile evitare l’aspirina, perché la sua azione anticoagulante può aggravare le emorragie cerebrali che potrebbero comparire con il tempo. Per sapere quali sono gli antidolorifici più adatti chiedi il parere del medico.

La visita medica è indispensabile per poter escludere che si siano verificate lesioni gravi. In rari casi la commozione cerebrale può causare un’emorragia all’interno del cranio che, se non diagnosticata, può avere conseguenze gravi o addirittura mortali.  Questo è il motivo per cui spesso viene prescritta una tomografia computerizzata, che consente di individuare eventuali emorragie e lesioni alle ossa craniche o ai tessuti molli del cervello.

La visita medica serve anche a scopo di diagnosi e certificazione, un aspetto che può avere grande rilevanza ai fini assicurativi, soprattutto se sono presenti lesioni secondarie, ad esempio alle vertebre cervicali (il cosiddetto «colpo di frusta»). Il medico informa il paziente sul comportamento che dovrà tenere dopo l’infortunio.

Spesso le conseguenze di una commozione cerebrale si fanno sentire per molto tempo. Se non ci si prende cura in modo adeguato del proprio stato di salute psicofisica, la stanchezza, l’emicrania, la nausea, le vertigini, i disturbi dell’equilibrio, la riduzione della capacità di pensiero e di concentrazione possono persistere ancora a lungo.

L’importanza del controllo medico

In particolare è importante che l’attività sportiva venga ripresa sotto controllo medico e in modo graduale, per ridurre il più possibile il rischio di incidenti secondari. Una seconda lesione che dovesse verificarsi durante la fase di guarigione avrebbe infatti conseguenze ancora più gravi della prima.

Pubblicato il 27.03.2017,

di Dr. Roberto Llano


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