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Quella fitta nel fondoschiena

Di fronte a questo tipo di dolore, in molti pensano: ahi, ahi, la sciatica! Invece spesso si tratta solo di una contrattura muscolare.

Una fitta tensiva nella natica che si irradia fino alla gamba e non passa più: di certo si tratta di un’infiammazione del nervo sciatico o di un’ernia discale, pensano gli interessati. Due disturbi simili, che spesso partono dal poco appariscente muscolo piriforme, di spessore pari a un dito e a forma di pera, che presiede alla rotazione esterna dell’articolazione dell’anca. Situato sotto il gluteo, questo muscolo si estende dall’osso sacro fino all’estremità superiore del femore, passando dunque molto vicino al nervo sciatico.

Muscolo gonfio, dolore pungente

In caso di carico monolaterale, il muscolo si contrae, gonfiandosi e premendo sul nervo fino a schiacciarlo. Questa cosiddetta sindrome del piriforme provoca sintomi analoghi a quelli dell’ernia del disco: fitte e dolori tensivi nel fondoschiena, che s’irradiano fino al centro della parte posteriore della coscia, intorpidimento e formicolio fino alle dita dei piedi o dolore nell’area dorsolombare, che peggiorano se si resta seduti a lungo.

Una diagnosi complessa

Su molti pazienti viene eseguito un trattamento errato, addirittura talvolta con tanto di interventi chirurgici inutili. Nel caso di pazienti di struttura esile, il muscolo piriforme si può apprezzare sulla parte posteriore del fondoschiena; test di movimento e semplici analisi neurologiche, poi, rappresentano ulteriori contributi utili. Un indizio importante è sapere se il dolore si presenta allungando la gamba contro resistenza ruotata verso l’esterno oppure in posizione flessa all’altezza dei fianchi. Mentre il dolore in presenza di un’ernia discale arriva a irradiarsi fino alla punta dei piedi, la sciatalgia della sindrome del piriforme arriva perlopiù solo alla coscia. (continua a leggere qui di seguito...)

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Evitare carichi monolaterali

Una posizione seduta protratta nel tempo, sovraccarico laterale dovuto a una postura prolungata protesa in avanti o il sollevamento di oggetti pesanti si ripercuotono negativamente sul muscolo piriforme. Questa sindrome si manifesta anche in alcuni podisti, soprattutto se presentano peculiarità anatomiche quali gambe di lunghezza differente o slivellamento degli arti inferiori. È importante praticare uno sport in grado di compensare le sollecitazioni dell’attività quotidiana, variare spesso la posizione sul lavoro e alzarsi a intervalli regolari.

Reagire attivamente al dolore

Alcuni esercizi di allungamento mirati contribuiscono a rilassare la muscolatura contratta e, abbinandoli a un allenamento regolare, a prevenire problemi permanenti. Mediante la terapia manuale si stimolano i cosiddetti trigger points, ovvero le fibre muscolari contratte apprezzabili sotto forma di noduli induriti.

Questo trattamento può essere eseguito anche in prima persona. Un efficace strumento in tal senso è costituito da una palla da tennis: ci si sdraia su di essa e ci si fa passare sopra il muscolo contratto, fermandosi nel punto in cui i dolori sono più acuti ed esercitando pressione fino a ridurli. Nella fase iniziale può essere utile assumere antidolorifici e antinfiammatori.

Tuttavia, come spesso accade, anche in questo caso prima si inizia il trattamento, prima si vedranno risultati.

di Barbara Kandler-Schmitt,

pubblicato il 15.11.2017


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