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Come vengono identificati i virus influenzali?

Come si prevedono i virus della stagione successiva e e quante uova di gallina servono per il vaccino.

Vaccino antinfluenzale

Proprio recentemente l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha indicato la composizione del vaccino antinfluenzale per la stagione 2018/2019, che dovrà tenere conto dei quattro seguenti ceppi virali:

  • A/Michigan/45/2015 (H1N1)
  • A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2)
  • B/Colorado/06/2017
  • B/Phuket/3073/2013

A febbraio un gruppo di esperti ed esperte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si incontra per definire il vaccino specifico per l'imminente stagione influenzale.

Ogni anno viene messa a punto una nuova variante, che agisce contro tre o quattro ceppi virali. I ricercatori si basano sui dati forniti da 142 Influenza Centers presenti in tutto il mondo, che nel corso dell'anno raccolgono e analizzano informazioni relative ai virus.

Gli esperti devono valutare in anticipo questo aspetto, perché la realizzazione del siero e dei prodotti finiti dura circa sei mesi. Sono prodotti a partire da virus, ma non contengono agenti patogeni vivi, che sono inattivati.

Impossibile senza le uova di gallina

"La crescita dei virus all'interno delle uova di gallina rappresenta una fase complessa", afferma Daniel Koch, a capo della Divisione malattie trasmissibili presso l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). "Ma non tutti i virus influenzali umani attecchiscono facilmente in un uovo di gallina". Inoltre, per la produzione servono diverse migliaia di uova assolutamente prive di germi.

Solo poche aziende al mondo producono i vaccini influenzali: il procedimento è molto oneroso e redditizio solo se condotto su larga scala. In Svizzera questi produttori non esistono più. (continua a leggere qui di seguito...)

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Virus dell'influenza.

La stagnazione dei vaccini

Secondo l'UFSP 
il numero di persone vaccinate si attesta in modo costante tra 1 e 1,2 milioni. "Dal nostro punto di vista questa cifra non è soddisfacente", afferma Koch. "Il numero di persone che si sottopongono al vaccino è troppo ridotto, in particolare per chi viene a contatto con i gruppi a rischio".

Si tratta principalmente di anziani e bambini piccoli. "E sono proprio gli anziani che in parte non si riprendono bene dall'influenza."

Scetticismo nonostante un'esperienza di lungo corso

Nel caso degli anziani e di persone affette da determinate patologie croniche, è stata osservata un'efficacia ridotta. L'effettiva validità del vaccino antinfluenzale è regolarmente messa in dubbio.

Uno scetticismo ingiustificato secondo Daniel Koch: "Contiamo su circa 70 anni di esperienza. Il vaccino antinfluenzale ha una sicurezza comprovata e provoca un numero esiguo di effetti collaterali".

Previsioni incerte

Secondo l'UFSP, per i soggetti giovani e in salute l'efficacia del vaccino si attesta su circa il 70 percento se vi è coincidenza con i virus effettivamente in circolazione. Al momento questa considerazione si applica solo al vaccino influenzale quadrivalente, che copre anche l'influenza da virus del ceppo B; ma solo la metà delle persone si è sottoposta a un vaccino di questo tipo.

La previsione è e resta incerta. Di sicuro c'è solo l'arrivo del prossimo virus influenzale.

di Claudia Langenegger,

pubblicato il 23.02.2018


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