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Un ambiente a rischio

La presenza di funghi a livello vaginale è una cosa normale. Ma se il sistema immunitario è indebolito può derivarne un’infezione.

In caso di prurito o bruciore a vagina o vulva potrebbe esserci in corso un’infezione. Ma non è detto. Solo nel 50 percento dei casi siamo effettivamente di fronte a una micosi. Può infatti trattarsi di una neurodermite o di altre infezioni. Raramente anche di lichen sclerosus, una patologia autoimmune. Le micosi possono essere trattate efficacemente con medicamenti antimicotici; il prurito scompare di norma dopo tre giorni. Se i sintomi persistono è opportuno consultare il medico.

Difese sotto attacco

Le micosi sono sempre conseguenza di un sistema immunitario indebolito. Spesso sono gli antibiotici a portare scompiglio nella flora batterica vaginale. I farmaci non rendono solo inoffensivi i germi indesiderati, ma anche i lattobacilli, responsabili della protezione contro gli agenti patogeni a livello vaginale. Se la flora è depressa funghi come per esempio il saccaromicete Candida albicans hanno maggiore facilità a moltiplicarsi.

La principale causa scatenante è lo stress

La principale causa delle infezioni è lo stress psicosociale. Ma anche patologie come il diabete o medicamenti che reprimono il sistema immunitario indeboliscono le difese, e di certo ci sono anche determinate varianti genetiche che favoriscono infezioni ricorrenti.

Anche i livelli ormonali hanno un ruolo non secondario: i saccaromiceti hanno bisogno di estrogeni per prosperare. Le donne in post-menopausa che non assumono preparati a base di ormoni soffrono quindi di rado di queste fastidiose micosi, che allo stesso modo risparmiano le ragazze in età prepuberale.

La pelle come barriera

Anche la pelle della vagina protegge contro gli agenti patogeni interagendo con i lattobacilli protettivi. Se il loro equilibrio viene disturbato, i funghi possono penetrare più facilmente nella superficie della pelle, dando il via a prurito e arrossamento cutaneo.

I funghi di per sé non rappresentano un problema. Sono sessualmente trasmissibili, ma luoghi come piscine, saune o idromassaggi non sono a rischio. L’acqua clorata può tuttavia irritare la delicata pelle della vulva, facendo sì che i funghi già presenti si facciano sentire.

L’utilità delle pomate

In quel caso risultano utili le pomate grasse protettive. Funzionano anche le supposte di lattobacilli, che rinforzano la mucosa e la flora vaginale e hanno al tempo stesso un’azione antinfiammatoria. Naturalmente, è opportuna anche un’adeguata igiene delle zone intime: anziché il sapone, è meglio utilizzare acqua tiepida.

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di Diana Engelmann,

pubblicato il 29.11.2017


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