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Niente panico!

Sono fastidiose, moleste, fanno paura: le api, le vespe e i calabroni si presentano sempre come ospiti indesiderati. Ecco come tenerli lontani e cosa fare se si viene punti.

Sarebbe magnifico poter stare all’aperto e godersi in tranquillità una fetta di torta di albicocche o una macedonia, peccato che entro un paio di minuti ci si troverebbe circondati da una miriade di vespe ronzanti. È questo che rende questi insetti così fastidiosi e sgraditi, anche se in realtà non si avvicinano con cattive intenzioni. Le vespe utilizzano lo zucchero della frutta matura come «carburante per il volo». Le proteine invece servono loro per nutrire le larve e se le procurano per lo più catturando altri insetti. Solo la vespa comune e la vespa germanica alimentano le larve con la carne o i resti di cibo dei nostri piatti. Per questo motivo:

  • È bene non lasciare il cibo all’aperto.
  • Proteggi le bevande dolci con un coperchio e bevile con la cannuccia.
  • Se si avvicina un insetto non agitarti e non cercare di colpirlo.
  • Se vieni aggredito da una vespa proteggiti la testa con le braccia e le mani e allontanati lentamente.

Per difesa, non per aggressività

Le vespe pungono perché sono aggressive: una credenza falsa ma tuttora molto diffusa. Se questi insetti pungono è solo per difendere il nido o la propria vita, magari proprio perché una persona, presa dal panico, sta cercando di schiacciarle. Come le api e i calabroni, anche le vespe sono sempre pronte a difendersi. In generale vale la regola che maggiore è il grado di socialità riguardo alla costruzione del nido, l’allevamento della nidiata o la divisione del lavoro, maggiore è la capacità di difendersi. E qui sta il pericolo: quando una vespa punge non libera solo veleno, ma anche feromoni che lanciano un allarme e richiamano altri simili pronti ad attaccare. Per questo motivo è importante:

  • Allontanarsi immediatamente dal nido.
  • È fondamentale evitare questi comportamenti entro un raggio di circa quattro metri: compiere movimenti bruschi, sostare per molto tempo lungo la traiettoria di volo degli insetti, scuotere l’alveare, toccare l’ingresso del nido o il nido stesso.
  • Le vespe costruiscono il nido anche nel terreno. Non camminare scalzo e fai indossare le scarpe ai bambini.
  • Se vuoi rimuovere un nido non fare da te, ma rivolgiti a una ditta specializzata.

La maggior parte delle persone è semplicemente terrorizzata dai calabroni. Basterebbero tre punture di questi insetti, lunghi fino a tre centimetri e mezzo e dal ronzio rumoroso, per uccidere una persona e sette per uccidere un cavallo. Ma anche questa credenza è priva di fondamento. I calabroni, una specie di vespa, sono insetti pacifici, timidi ed estremamente rari. Se non vengono infastiditi ci lasciano in pace. Inoltre non è scientificamente provato che le loro punture siano più pericolose di quelle delle vespe o delle api. Un calabrone dovrebbe pungere circa 10 000 volte per mettere seriamente in pericolo la vita di una persona adulta, mentre nel caso delle api invece sono sufficienti 3000 punture.

Il veleno delle api

Come i calabroni e le vespe, anche le api sono dotate di pungiglione e ghiandole velenifere. A differenza delle loro sorelle maggiori però quando pungono un animale a sangue caldo, come l’uomo, lasciano il pungiglione e la sacca del veleno conficcati nella pelle. Il 90 percento del veleno entra in circolo entro 20 secondi, il resto viene iniettato man mano nella ferita. Per questo le api quando pungono inoculano una quantità di veleno superiore a quella di una vespa o di un calabrone. Il loro veleno è anche più potente. Ecco cosa fare se si viene punti:

  • Estrarre lentamente il pungiglione con una pinzetta appuntita senza toccare le sacche velenifere. In mancanza della pinzetta si può provare a tirare l’aculeo in direzione della puntura.
  • Le punture delle api, dei calabroni e delle vespe possono essere dolorose, ma generalmente non causano grossi problemi. Nella maggior parte dei casi si gonfia solo la parte dove il pungiglione ha perforato la pelle.
  • Mettere del ghiaccio sulla zona colpita riduce il dolore e fa sì che se ne riversi una quantità minore nei tessuti. La cosa migliore è usare un «cold pack» o dei cubetti di ghiaccio avvolti in un panno.
  • Anche l’acetato di alluminio e gli impacchi di aceto freddi sono efficaci.
  • Disinfetta la parte colpita con alcol o iodio.

Consultare subito il medico

Attenzione, però: le punture in bocca e in gola possono essere fatali. Il gonfiore può essere tale da impedire la respirazione. Procura subito dei cubetti di ghiaccio da succhiare, avvolgi il collo con panni freddi e chiama il pronto soccorso (144). È consigliabile rivolgersi al medico anche se il gonfiore si estende su un’area più grande di una mano, se non regredisce dopo tre giorni o in caso di infezione.

Un kit di pronto soccorso per gli allergici

Le persone allergiche devono stare sempre in allerta. Possono richiedere al medico il kit di pronto soccorso con antistaminici, cortisone ed eventualmente un’iniezione di adrenalina. Quando vengono punte devono assumere i medicinali immediatamente, prima che si scateni una reazione allergica.

di Vera Sohmer,

pubblicato il 08.11.2017


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