Chiudi

Vuoi vivere più sano?

Cicatrizzazione: come renderla impercettibile

Dopo ogni ferita si forma una cicatrice, ma come si fa a renderla il più impercettibile possibile?

Una caduta dalla bicicletta, un’appendicectomia, il morso di un cane: ogni cicatrice racconta una storia e rende unici. Eppure, questi segni che la vita ci imprime sulla pelle vengono spesso percepiti come un difetto.

La cicatrizzazione è una normale funzione protettiva del corpo, che gli consente di riparare rapidamente la pelle lesionata. Durante questo «intervento di riparazione» l’organismo si concentra più sull’aspetto funzionale che su quello estetico. Il tessuto connettivo di nuova formazione non contiene cellule pigmentate, follicoli piliferi, ghiandole sebacee o sudoripare, distinguendosi così a livello ottico dalla pelle circostante.

Se tutto va nel migliore dei modi, le cicatrici si allargano solo lievemente e si differenziano a malapena dallo spessore e dal colore della cute circostante. Tuttavia, a seconda della parte del corpo interessata, della causa, del processo di guarigione e della predisposizione individuale, è possibile che si formi una quantità insufficiente o eccessiva di tessuto cicatriziale. È quindi possibile che si generino cicatrici che tendono a infossarsi come crateri, a ispessirsi a mo’ di cuscinetto e che in rari casi si estendano persino oltre l’area della ferita vera e propria.

Non premere sulla zona interessata

Le cicatrici infossate ad esempio sono causate, tra le altre cose, da processi infiammatori come l’acne grave. Sebbene la pelle possa essere stimolata a produrre nuovo tessuto connettivo mediante trattamenti laser o microscopici aghi sottili, gli esperti raccomandano sempre l’importanza della prevenzione. È consigliabile affrontare l’acne in modo tempestivo con un trattamento medico e curare la pelle con appositi prodotti. In nessun caso le persone interessate dal disturbo devono intervenire meccanicamente sulle pustole.

Massaggiare e spalmare la crema

Questo prodotto non è attualmente disponibile

Questo prodotto non è attualmente disponibile

Dopo una lesione o un’operazione anche i pazienti stessi possono contribuire in modo determinante per fare in modo che le cicatrici rimangano impercettibili e non causino disturbi quali prurito, tensione e dolore. A cicatrizzazione conclusa, dopo circa due settimane, sarebbe opportuno massaggiare con cura e regolarità il tessuto cicatriziale.

Risultano efficaci creme o gel appositi per le cicatrici che mantengono idratato il tessuto ed evitano le infiammazioni, nonché l’ulteriore formazione di tessuto cicatriziale. Le creme o i cerotti contenenti olio di silicone agiscono chimicamente creando una sorta di pellicola umettata sulla pelle, ammorbidendo il tessuto.

È inoltre importante fornire un’adeguata protezione solare con un fattore elevato, poiché il tessuto cicatriziale non può più produrre melanina protettiva. (Continua a leggere qui di seguito...)

Prenditi cura della pelle

Quando rivolgersi al medico?

Occorre sempre avere pazienza: la completa cicatrizzazione può richiedere fino a un anno di tempo. Durante le prime settimane, il paziente dovrebbe evitare tensioni e pressioni nell’area interessata, ad esempio attraverso lo sport o il sollevamento di carichi pesanti. In caso contrario, il corpo penserebbe di dover produrre più tessuto cicatriziale, causando la formazione di antiestetiche cicatrici in rilievo.

In caso di cicatrici ipertrofiche e cheloidi l’unica soluzione è rivolgersi a un dermatologo, che può trattare l’area interessata con l’azoto liquido mediante crioterapia o iniettare nel tessuto una sospensione cristallina cortisonica. Il cortisone ha un’azione antinfiammatoria e inibisce la proliferazione del tessuto connettivo. Nel frattempo è possibile ottenere ottimi risultati anche con diversi tipi di laser. Per rendere la cicatrice quanto più simile possibile alla pelle circostante sono normalmente necessarie più sedute.

Tuttavia, non esista una terapia che possa fare miracoli: una cicatrice, infatti, si differenzierà sempre dalla cute sana.

di Barbara Kandler-Schmitt,

pubblicato il 26.10.2018


Potrebbe interessarti anche: