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Rimedi contro la micosi alle unghie

I gel per unghie e tanta attività sportiva con scarpe da ginnastica favoriscono l’insorgere dell’infezione da micosi alle unghie. Dopo la doccia, per esempio, è utile asciugare i piedi con un phon.

Ai fashionisti piace discutere di «infradito» o ciabatte «adilette». Da un punto di vista della salute hanno però un vantaggio: chi indossa spesso questo genere di sandali aperti durante la stagione calda, ha una minore possibilità di soffrire di micosi alle unghie. In questo modo le unghie rimangono asciutte, mentre la micosi colpisce più frequentemente unghie umide.

Questi funghi – di cui esistono diversi tipi – attaccano infatti soprattutto i piedi che rimangono costantemente chiusi nelle scarpe e sudano.

Una percentuale compresa fra l’uno e il due percento di giovani adulti soffre di micosi alle unghie; gli sportivi, che indossano spesso scarpe da ginnastica, ne soffrono in misura maggiore. Circa il sei percento degli anziani è colpito da micosi alle unghie. Una delle ragioni di questa maggiore incidenza è che la frequenza di disturbi della circolazione e diabete è superiore nei soggetti anziani. Queste malattie possono infatti favorire l’insorgenza di infezione da dermatofiti (funghi della pelle), dal momento che esse indeboliscono il sistema immunitario locale. 

Il dito più colpito dalla micosi è l’alluce

Quando un fungo si sviluppa sull’unghia, questa comincia dapprima a sbriciolarsi sul bordo e diventa di colore giallastro o bianco. Queste alterazioni penetrano gradualmente nella radice dell’unghia.

Il dito più colpito dalla micosi è l’alluce; le dita delle mani vengono colpite più raramente e soprattutto nei soggetti che per motivi di lavoro operano spesso in un contesto umido, come ad esempio i lavapiatti o i giardinieri. Le micosi trovano un ambiente fertile per la loro crescita anche in presenza di unghie in acrilico.

Quali sono i rimedi contro questa fastidiosa infezione? Un aiuto può essere costituito dallo smalto antimicotico acquistabile senza obbligo di ricetta. Se dopo due mesi di utilizzo non si osservano miglioramenti evidenti, è necessario consultare un medico. È probabile che la diagnosi non fosse corretta, e dunque non si tratta assolutamente di micosi. Oppure si rendono necessarie le «maniere forti» per combattere il problema, come ad esempio compresse contenenti il principio attivo terbinafina, che penetra nell’unghia in crescita e «cresce» con essa. Dal momento che le unghie crescono lentamente, il trattamento può durare da settimane a mesi. (Continua a leggere qui di seguito...)

Ulteriori consigli per piedi sani

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Ecco cosa si può fare:

  • Il contatto con le spore della micosi alle unghie è difficile da evitare; queste spore si possono trovare dovunque passino persone. È pertanto importante rimuovere i fattori che favoriscono la penetrazione della micosi nell’unghia.
  • Asciugarsi i piedi dopo la doccia, compresi gli interstizi tra le dita dei piedi, eventualmente anche con un phon. Applicare una crema all’urea.
  • In presenza di iperidrosi plantare (eccessiva sudorazione dei piedi), applicare talco in polvere nelle calze e cambiare quotidianamente le scarpe, soprattutto nel caso di scarpe di sicurezza e stivali in gomma.
  • Tagliare le unghie prima dell’inizio del trattamento.
  • La rimozione chirurgica dell’unghia infettata dal fungo è del tutto inutile.
  • Malattie come psoriasi, disturbi della crescita delle unghie o unghie già gravemente lesionate possono dare l’impressione che il soggetto sia stato infettato dalla micosi. In caso di dubbio rivolgersi al medico.
  • Dopo aver contratto un’infezione da micosi, è possibile che si ripresenti in qualunque momento.
  • Micosi alle unghie e micosi del piede si manifestano spesso insieme. Occorre trattare la micosi del piede (spesso nell’ultimo interstizio tra le dita o sotto alla pianta del piede) prima che colpisca le unghie, per esempio con crema a base di clotrimazolo.
  • Oltre ai funghi, anche i batteri possono infettare le unghie. In quel caso si rende necessario un trattamento antibiotico specifico.

di Dr. Florian Diaz Pesantes,

pubblicato il 05.07.2019


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