Chiudi

Vuoi vivere più sano?

Luce contro la malinconia invernale

Quando fuori le ore di luce si accorciano, molte persone cadono in un abisso. Quello che serve, in quel caso, è la luce. Ecco a cosa prestare attenzione per la fototerapia.

Dalla fine degli anni ‘80 la cosiddetta depressione stagionale (SAD) costituisce un quadro patologico riconosciuto. Da metà autunno all’inizio della primavera molte persone si rabbuiano: soffrono di mancanza di stimoli, forti oscillazioni dell’umore e anche maggiore nervosismo. E i problemi possono andare anche oltre: stati d’ansia, malinconia, disturbi del sonno; disturbi della concentrazione o della memoria, mancanza di creatività; mancato effetto riposante del sonno, forte perdita o aumento d’appetito, elevato desiderio di dolci e simili, notevoli cambiamenti nel comportamento sessuale; disturbi fisici senza apparenti cause organiche; maggiori tensioni sociali a livello relazionale e professionale; pensieri suicidi. Tutto questo può rientrare nel quadro patologico.

Depressione stagionale

frau-bei-lichttherapie.jpg

Gli esperti parlano di sindrome affettiva stagionale (SAD). Ne sono affetti in senso medico i soggetti per i quali il peggioramento dell’umore si è verificato per tre mesi, due dei quali necessariamente consecutivi. Come nel caso della depressione «normale», la causa è un disturbo nel metabolismo cerebrale; più precisamente, la carenza di determinati neurotrasmettitori come la serotonina, la dopamina o la noradrenalina. Un’importanza straordinaria spetta alla serotonina. Le cellule cerebrali che la producono si attivano a seconda dell’ora del giorno e la quantità di luce ne influenza significativamente l’attività. Se lo stimolo luminoso è insufficiente, la quantità di serotonina non basta più come neurotrasmettitore con effetti sui processi organici di corpo e cervello, oppure viene prodotta in un momento inopportuno.

Per la maggior parte dei soggetti coinvolti la fototerapia è il modo più efficace per combattere la SAD. Come dimostrano diversi studi, a livello pratico è in tutto e per tutto equivalente al trattamento con medicinali. Inoltre, presenta minori effetti collaterali.

Consigli pratici

Per ottenere la massima efficacia possibile, in caso di fototerapia occorre tenere presente i seguenti punti:

1. Se in caso di depressione si ricorre contemporaneamente a un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI), la fototerapia non è efficace poiché agisce attraverso lo stesso canale.

2. Dopo l’inizio di una fototerapia con cadenza giornaliera ci vogliono almeno tre giorni (e in pratica una settimana) prima che si noti l’effetto. L’applicazione al mattino (presto) ha evidenziato risultati un po’ più persistenti rispetto all’applicazione in momenti successivi della giornata.

3. Sotto il profilo della lunghezza d’onda occorre scegliere una luce bianca a pieno spettro.

4. Misurata agli occhi, l’intensità luminosa deve essere compresa fra 2500 e 10 000 lux. La durata giornaliera della terapia (in linea di massima: fra 30 minuti e 3-4 ore) dovrebbe tuttavia essere adattata di conseguenza. Con un’intensità di 8000-10 000 lux bisognerebbe esporsi alla luce per meno di un’ora.
Se si utilizza una speciale lampada terapica, l’intensità dovrebbe essere superiore ai 10 000 lux e la durata di esposizione compresa fra mezz’ora e poco meno di un’ora.

5. Gli occhi devono rimanere a una distanza compresa fra i 60 e gli 80 cm dalla sorgente luminosa.

6. Nelle fasi della fototerapia il paziente può tenersi occupato con qualcosa di diverso (lettura, altra attività da svolgere seduto), ma deve rispettare assolutamente la distanza rispetto alla sorgente luminosa e gettare uno sguardo direttamente in quella direzione almeno una volta al minuto.

Anche se è relativamente innocua, una regolare fototerapia può causare piccoli effetti collaterali. Fra questi vi sono stanchezza, disturbi del sonno, leggero mal di testa o malessere, oltre che maggiore irritabilità.

Oltre alla fototerapia vengono impiegati anche antidepressivi (nei casi più gravi). Un effetto positivo è assicurato da un maggiore apporto di vitamina D, dallo sport fatto al mattino presto e dall’iperico (che aumenta la sensibilità alla luce).

Pubblicato il 02.02.2017,

di Reto Meisser


Potrebbe interessarti anche: