Brevi dedicate al movimento producono meraviglie

Trascorrere tante ore seduti alla scrivania è spesso la norma per chi lavora ma è un’abitudine malsana per il corpo. Già fare qualche breve pausa di movimento ogni tanto, però, può fare miracoli.

Il rientro dalle ferie, con la conseguente mole di e-mail di lavoro accumulate da smaltire, non mette a dura prova solo l’umore. Anche il corpo, infatti, costretto nuovamente a stare seduto per ore davanti al computer, ne risente.

Trascorriamo seduti anche 15 ore al giorno, in macchina, a tavola, sul divano o sul lavoro. Quest’abitudine, però, può essere molto dannosa per il nostro fisico e tensione muscolare e alla nuca, dolori al collo e alla schiena ne sono la spia. Secondo alcuni studi, più stiamo seduti, più aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, sovrappeso e tumori.

Brevi pause benefiche

Perché allora non contrastare gli effetti di una vita così sedentaria con passeggiate, il nuoto, la corsa o la palestra? Fare attività fisica nel tempo libero è un toccasana per la nostra salute, anche se purtroppo non è in grado di azzerare in toto gli effetti che lo stare seduti a lungo ha sul nostro fisico ma solo di ridurli.

Per questo è importante inserire nella routine lavorativa brevi pause in cui fare un po’ di moto, soprattutto nel caso di lavori che ci impegnano tanto alla scrivania. Già queste brevi interruzioni possono fare piccoli miracoli per il corpo e lo spirito.

Il tragitto verso la stampante, per esempio, stimola il metabolismo e fa affluire più sangue al cervello, con benefici anche per la capacità di concentrazione. In sintesi, più si alternano fasi di lavoro da seduti e momenti in movimento, meglio è. Contro la tensione unilaterale a cui sottoponiamo muscolatura e legamenti mentre stiamo seduti possono essere utili brevi esercizi di rilassamento e potenziamento (vedi esercizi).

Mini-workout di 5 minuti

uebung_becken.jpg
uebung_becken.jpg

Muovere il bacino verso destra e verso sinistra sollevando alternativamente un lato e mantenendo ferma la parte superiore del corpo. Scopo dell’esercizio è migliorare la mobilità della zona lombare, del bacino e dell’articolazione dell’anca. Ripetere 10-15 volte.

uebung_drehen.jpg
uebung_drehen.jpg

Effettuare rotazioni del corpo a destra e a sinistra a partire dal bacino lasciando le braccia morbide e libere di oscillare. Ripetere 20 volte.

uebung-ellbogen.jpg
uebung-ellbogen.jpg

Portare i gomiti uno verso l’altro e riaprirli spingendo verso dietro tenendo il busto eretto e lo sguardo rivolto in avanti. L’esercizio permette di migliorare la mobilità di schiena e spalle. Ripetere 10-15 volte.

uebung-schultern.jpg
uebung-schultern.jpg

Sollevare le spalle verso le orecchie, sentire la tensione e rilasciare di nuovo consapevolmente le spalle verso il basso. Ripetere 10-15 volte.

uebung-arme.jpg
uebung-arme.jpg

Aprire le braccia spingendo i gomiti a lato all’altezza delle spalle, avvicinando contemporaneamente le scapole una all’altra. Ripetere 15-20 volte.

Muovere il bacino verso destra e verso sinistra sollevando alternativamente un lato e mantenendo ferma la parte superiore del corpo. Scopo dell’esercizio è migliorare la mobilità della zona lombare, del bacino e dell’articolazione dell’anca. Ripetere 10-15 volte.

Cambiare spesso posizione aiuta

Oltre alle pause che prevedono un po’ di moto, anche stare seduti in maniera dinamica, cambiando spesso posizione, può avere effetti benefici. Anche una postazione di lavoro ergonomica, che adegui alla nostra corporatura l’altezza della sedia e della scrivania e la posizione dello schermo, può aiutarci a mantenere il corpo in una posizione più naturale possibile mentre siamo seduti. Sempre più aziende forniscono al personale informazioni sull’ergonomia della postazione di lavoro nel quadro della gestione della salute in azienda (GSA).

L’obiettivo è promuovere la salute dei collaboratori ottimizzando le condizioni di lavoro e motivandoli con diverse iniziative a tenere un atteggiamento corretto dal punto di vista dello stato fisico.

Pubblicato il 27.02.2017,

di Daniela Emmenegger


Potrebbe interessarti anche: