Come prevenire il senso di pesantezza allo stomaco

Flatulenze, eruttazioni e bruciore di stomaco dopo un pasto luculliano? Una soluzione esiste. Ecco come prevenire il senso di pesantezza allo stomaco.

Chi non ha mai provato il senso di pesantezza allo stomaco dopo un pasto sopraffino e abbondante? I sintomi tipici sono meteorismo, mal di stomaco, bruciore ed eruttazioni.

Se si manifestano solo in casi isolati, di solito non si possono ricondurre a una causa patologica; in linea di massima, infatti, si digerisce bene ciò che si mangia regolarmente. Il nostro apparato digerente è predisposto a tale scopo ed è abituato ad assolvere tale funzione.

Ma le cose cambiano al di fuori della routine quotidiana: e così, un pasto consumato al ristorante o un menu delle feste possono lasciare un ricordo piuttosto pesante.

L’organismo si ribella ai cibi insoliti

Stratagemmi contro il senso di pesantezza allo stomaco

Fare una passeggiata dopo un pasto variegato e abbondante. Ciò contribuisce a stimolare la muscolatura del tratto gastrointestinale, accelerando il trasporto dei cibi.

Il finocchio e il cumino dei prati hanno un effetto calmante, sia sotto forma di spezia per condimenti che di tisana.

No al grappino a fine pasto! Inizialmente può ridurre il senso di pesantezza poiché rilassa la muscolatura dello stomaco, ma nel contempo rallenta, per il medesimo motivo, la digestione.

Un caffè espresso o lungo a fine pasto, se da un lato può contribuire a stimolare i movimenti del tratto gastrointestinale, dall’altro non contrasta il senso di pesantezza. Al contrario, può provocare bruciore in aggiunta.

Mettere una borsa dell’acqua calda sulla pancia: il calore esercita un’azione lenitiva e rilassante.

L’organismo si ribella, per così dire, perché durante la digestione di cibi pesanti e insoliti si produce una smisurata quantità di gas che provocano crampi e tensioni. Alcuni alimenti, come ad esempio legumi, cavolo, cipolle, porro e aglio, sono noti per tali «effetti collaterali», in quanto contengono molecole di zuccheri che non vengono assorbite nell’intestino tenue e che vengono pertanto trasportate più oltre, fino all’intestino crasso.

Qui, vengono scomposte da batteri della flora intestinale, con relativa concomitante produzione di gas, ossia le cosiddette flatulenze. Anche durante la digestione di pietanze zuccherine e ricche di carboidrati o molto grasse, viene prodotta nel tratto digerente una gran quantità di gas.

Chi va piano, va sano e lontano

Spesso il problema non è solo cosa mangiamo, ma anche come: se durante il pasto eravamo su di giri oppure se abbiamo chiacchierato parecchio, ingurgitando un bel po’ d’aria di troppo, le cose peggiorano.

Mangiando lentamente e masticando bene, infatti, si agevolano gli organi dell’apparato digerente. Anche bere molta acqua aiuta, a patto che non sia frizzante. Grazie a questi semplici accorgimenti, il chimo può essere efficacemente trasportato nel tratto gastrointestinale senza apportare gas supplementari.

di Marianne Botta Diener


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