Sport e tecnologia

I tracker, i moderni dispositivi di misurazione che si possono portare al polso, fissare sulla schiena e persino caricare sugli smartphone, sono un valido aiuto per motivare anche le persone più pigre.

Ascensore o scale? Guardando i rotolini di grasso accumulati sui fianchi, la risposta non può che essere: scale! Il problema però è che quando si arriva al secondo piano il cuore sta già accelerando e abbiamo il fiatone. Dobbiamo iniziare a fare qualcosa. A dire il vero, lo sapevamo già… ma i buoni propositi d’inizio anno, quando ci eravamo ripromessi di fare più movimento, sono già andati a farsi benedire. Eppure, in fondo in fondo, ci piacerebbe vincere la pigrizia e riuscire a muoverci di più.

Al giorno d’oggi stiamo più attenti alla salute, perché siamo più consapevoli di quanto sia importante l’equilibrio tra vita professionale e privata e del rischio di burnout. È cambiato anche il modo in cui ci si allena: per restare in forma, ora si punta sugli esercizi brevi e intensivi.

La motivazione è fondamentale

I tracker migliorano la motivazione

Monitorare l’attività tramite un tracker presenta vantaggi, indipendentemente dal fatto che sia un braccialetto, un orologio sul polso oppure un’app sullo smartphone.

In questo ambito ci si affida sempre più spesso alla tecnologia, come ad esempio agli activity tracker, strumenti che monitorano l’attività fisica e permettono di misurare i progressi fatti. Negli ultimi anni, la qualità dei dispositivi oggi in commercio è notevolmente migliorata. Grazie agli accelerometri integrati, questi apparecchi non misurano solo i passi, ma forniscono anche informazioni sull’intero schema di movimento.

La caratteristica che accomuna tutti i dispositivi tecnologici è che ci motivano a muoverci di più. È importante anche il feedback, che preferiamo ricevere in modo diretto e obiettivo, ad esempio dal programma del computer. Visto che il programma non è una persona, non abbiamo la sensazione di essere controllati: questo è già un vantaggio. Questi dispositivi migliorano la motivazione e quindi anche l’allenamento: monitorare l’attività tramite un tracker presenta sicuramente ulteriori aspetti positivi, indipendentemente dal fatto che sia un braccialetto, un orologio sul polso oppure un’app sullo smartphone. Questi dispositivi di misurazione non sostituiscono però i programmi d’allenamento o gli esercizi stabiliti e seguiti da un allenatore professionista.

Oggi sul mercato sono presenti dispositivi di ogni genere e non è semplice sceglierli. Praticamente ogni marchio sportivo ne propone diversi tipi e alcuni funzionano solo con altri dispositivi della stessa marca. Va però detto che la vastità dell’offerta presenta anche dei vantaggi: le app più recenti, come eGym, permettono non solo di monitorare le diverse attività, ma anche di gestire i dati provenienti da altre applicazioni specializzate.

Attenzione ai dati!

Per i principianti sono più adatti i braccialetti, che migliorano la motivazione. I più esperti possono passare a uno smartwatch, che rileva una grande quantità di dati, tra cui la frequenza cardiaca e le fasi del sonno. Ma dove si situa il confine tra informazioni utili e inutili? Siamo noi a deciderlo; ma non tutte le persone sanno ascoltare il proprio corpo. In ogni caso è importante essere prudenti nella diffusione dei dati: è quindi auspicabile investire un po’ di tempo per l’installazione e la configurazione, oltre a domandarci con chi vogliamo veramente condividere i dati e fino a che punto ci va di renderli pubblici. Così possiamo cominciare a vincere la pigrizia divertendoci.

Pubblicato il 14.06.2017,

di Marc Bodmer


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