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Vuoi vivere più sano?

Due minuti di allenamento possono valere come 30

Breve e intenso o lungo e di resistenza – per le «centrali elettriche» delle cellule il metodo di allenamento seguito dagli sportivi amatoriali non fa differenza.

Senza mitocondri l’organismo non funziona: essi fungono da «centrali elettriche» in miniatura a livello cellulare per produrre energia – e facendo sport, migliorano le proprie prestazioni e aumentano di numero.

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Finora tuttavia non era chiaro quale tipo di allenamento fosse più congeniale a tal fine, motivo per cui alcuni ricercatori australiani hanno sottoposto otto giovani adulti ad un test.

Ad alta intensità o moderato

Tutti coloro che praticano sport a livello amatoriale dovrebbero pedalare su un cicloergometro tre volte, almeno ogni sette giorni, secondo lo schema seguente:

  • Training aerobico: 30 minuti al 50 percento della massima potenza possibile
  • Allenamento Intervallato ad Alta Intensità (HIIT): quattro sessioni da cinque minuti l’una al 75 percento della massima potenza, seguite da un minuto di pausa
  • Allenamento sprint/intervalli (Sprint Interval Training): quattro sessioni da 30 secondi l’una alla massima potenza, seguite da un tempo di ripresa di 4,5 minuti

Prima, dopo e tre ore dopo l’allenamento, gli scienziati hanno prelevato un piccolo campione di tessuto dal muscolo della coscia di ogni partecipante al test per sottoporlo all’analisi dei mitocondri. In particolare, hanno verificato, ad esempio, la quantità di perossido di idrogeno – una molecola che, se presente in concentrazioni elevate, disturba la funzionalità di queste piccole centrali elettriche.

Ognuno a suo modo

Il risultato: indipendentemente dal metodo di allenamento messo in atto dai partecipanti al test, l’effetto su mitocondri restava identico anche tre ore dopo. «Complessivamente, bastavano due minuti di esercizi Sprint Interval per innescare reazioni analoghe a quelle di un allenamento aerobico continuativo di 30 minuti di media intensità» - questo è ciò che hanno appurato Adam Trewin e i suoi colleghi dell’Università di Melbourne. «Ciò evidenzia che lo sport può essere prescritto secondo le preferenze individuali.»

A livello soggettivo, i partecipanti al test hanno valutato le sessioni di sprint come quelle più faticose, sebbene il loro battito cardiaco abbia toccato i valori più alti durante l’HIIT (mediamente 182 battiti al minuto). Anche i valori di glicemia e di acido lattico variavano in base al tipo di allenamento.

Fonte: «American Journal of Physiology -- Regulatory, Integrative and Comparative Physiology»

di Dott. med. Martina Frei,

pubblicato il 28.11.2018


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