Trovare la motivazione in inverno: come fare

In inverno è difficile trovare la motivazione. Marc Blaser, esperto di psicologia dello sport all’Università di Berna, spiega come fare.

Perché alcune persone vivono le sconfitte come uno stimolo a inseguire i propri obiettivi e altre, invece, finiscono per rinunciare?

Come trovare la motivazione
  1. Sincerarsi di aver chiaro che cosa si desidera raggiungere in prima persona. Definire a che punto ci troviamo.
  2. Fissare gli obiettivi in modo SMART.
  3. Superare cali di motivazione e blocchi con piani concreti formulati secondo lo schema «se-allora» e chiarire gli accordi con se stessi (senso del dovere/commitment).
  4. Il sostegno della rete sociale di amici e familiari può aiutarci a mantenere la determinazione e rafforzare la motivazione.
  5. Porsi obiettivi intermedi. Quando si raggiunge un obiettivo, è importante festeggiare ed essere soddisfatti di quanto compiuto. Sarà un ulteriore sprone per la volta successiva.

La ricerca incentrata sulla motivazione nello sport postula due orientamenti di base. Le persone che ricadono nella prima tipologia, orientata alla competizione, mirano a conseguire risultati migliori rispetto all’avversario o a essere i migliori del gruppo. Quelle orientate al compito, invece, hanno come priorità il miglioramento personale, a prescindere dal fatto che siano o meno i più bravi del gruppo. Gli atleti orientati più alla competizione che al compito sono maggiormente inclini a farsi scoraggiare dalle sconfitte.

Cosa spinge a voler raggiungere un obiettivo?

Lo stimolo a raggiungere un obiettivo può avere sostanzialmente due forme. In psicologia, anche applicata allo sport, si parla di «motivazione intrinseca» quando una persona desidera raggiungere un obiettivo di propria iniziativa, per il piacere di fare e di migliorarsi personalmente. D’altro canto esiste anche una motivazione «estrinseca», che si attiva quando una persona sa che al raggiungimento di un dato obiettivo riceverà un premio, in denaro, regali o visibilità. La ricerca e l’esperienza pratica concordano nel dire che la motivazione intrinseca è più forte di quella estrinseca.

Quali sono i fattori che concorrono all’effettivo raggiungimento di un obiettivo?

Al momento di porci degli obiettivi, dovremmo seguire il modello «SMART», che ci aiuta a raggiungerli concretamente se possiamo contare anche su una grande forza di volontà. Molto importante è formulare gli obiettivi in modo positivo e non come divieti («non voglio» fare qualcosa o «non farò più» qualcosa).

La nostra parte più debole è sempre in agguato

Per superare eventuali ostacoli o cali di motivazione, cosa non certo infrequente, è bene avere una buona programmazione basata su una strategia di tipo «se-allora»: se torno a casa stanco allora vado subito a fare jogging, per esempio. La volontà di affrontare anche in concreto gli obiettivi può essere vista come un secondo passo importante.

Come capiamo cosa ci motiva veramente?

Di base potremmo dire che siamo motivati quando ci immergiamo completamente nell’attività di cui ci stiamo occupando, quasi dimenticando il mondo intorno a noi. Quando è così, ci troviamo in un cosiddetto «flow», ossia in uno stato ottimale che coniuga esigenze e capacità individuali. Inoltre possiamo dire di essere motivati quando non vediamo l’ora di iniziare un determinato compito.

Perché non teniamo mai fede troppo a lungo ai propositi per il nuovo anno?

Un motivo è sicuramente che questi obiettivi non seguono il modello «SMART», e cioè non sono formulati correttamente. Spesso non fanno scattare un vero e proprio impegno («commitment») a raggiungere davvero gli obiettivi fissati, per cui lasciamo perdere. Un’altra ragione è molto probabilmente il fatto che tanti obiettivi sono troppo a lungo termine. Sarebbe meglio affrontarli passo dopo passo, premiandosi ogni volta che si raggiunge un traguardo intermedio.

SMART

mann-joggt-ueber-feld.jpg
mann-joggt-ueber-feld.jpg

La S iniziale sta per specifico: questo significa che gli obiettivi devono essere sempre molto concreti, per esempio «andrò a correre nel bosco due sere a settimana per 30 minuti per migliorare la mia resistenza». Per formulare meglio gli obiettivi possiamo ricorrere a quelle che l’inglese chiama «W questions», ossia chi, cosa, dove, quando, perché e come.

frau-schaut-auf-fitness-app.jpg
frau-schaut-auf-fitness-app.jpg

M sta per misurabile. Basta un semplice test, come tenere sotto controllo il tempo sul nostro percorso preferito, per vedere se abbiamo migliorato la resistenza. Il vantaggio è che, man mano che ci si avvicina all’obiettivo e che lo si sta per raggiungere, la motivazione aumenta.

mann-klettert.jpg
mann-klettert.jpg

A sta per allettante/ambizioso ma anche per adattabile. Un obiettivo è «allettante» quando fa presa sulle emozioni di una persona e significa qualcosa per lui o lei. Il fatto di essere ambizioso fa sì che ci sentiamo felici e orgogliosi quando raggiungiamo l’obiettivo. Gli adattamenti sono necessari se il traguardo scelto si rivela troppo difficile o, al contrario, troppo poco ambizioso.

frau-boxt.jpg
frau-boxt.jpg

R sta per realistico e rilevante. L’obiettivo dovrebbe essere raggiungibile in base alle nostre competenze e capacità reali e alla situazione generale

mann-freut-sich.jpg
mann-freut-sich.jpg

T sta per tempistiche. Ogni obiettivo dovrebbe essere vincolato a una data concreta in cui fare un bilancio, anche intermedio. Ho raggiunto l’obiettivo? Se sì, perché e come vado avanti? Se no, perché e cosa dovrei fare diversamente?

La S iniziale sta per specifico: questo significa che gli obiettivi devono essere sempre molto concreti, per esempio «andrò a correre nel bosco due sere a settimana per 30 minuti per migliorare la mia resistenza». Per formulare meglio gli obiettivi possiamo ricorrere a quelle che l’inglese chiama «W questions», ossia chi, cosa, dove, quando, perché e come.

Pubblicato il 29.05.2017,

di Silvia Schütz


Potrebbe interessarti anche: