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A me le mani: l’ABC dell’automassaggio

Per sciogliere le tensioni abbiamo sempre a disposizione due efficaci strumenti: le nostre mani. Come si fa un automassaggio e a cosa prestare attenzione.

Le nostre mani ci aiutano a ridurre lo stress, a rilassare i muscoli dopo lo sport e a localizzare con precisione eventuali dolori. In più, l’automassaggio fa risparmiare tempo e denaro. Ecco come fare:

1. Riscaldamento muscolare

Già la preparazione al massaggio è benefica: lo sport, un bagno caldo o una doccia sono perfetti per riscaldare i muscoli.

2. Sfioramento

Distribuisci sulle mani un olio riscaldante o una crema con una profumazione gradevole e applicali sulla pelle strofinando dolcemente per 10-15 volte con tutto il palmo delle mani. Piedi, gambe, mani, braccia, collo, spalle, zona lombare: esercita la stessa leggera pressione ovunque.

3. Sciogliere le tensioni

Ora concentrati sulle zone dove lo stress quotidiano causa un accumulo di tensione e dolori: i muscoli irrigiditi che non attiviamo abbastanza perché restiamo seduti troppo a lungo sul lavoro o quelli soggetti a un carico eccessivo o sbagliato, come dopo un lungo viaggio o dopo aver trasportato per ore uno zaino pesante sulle spalle, ti saranno grati per il massaggio. Premi in profondità sui tessuti con i pollici, gli indici e i rilievi alla base dei pollici nei punti in cui senti i muscoli un po’ più tesi e sensibili. Sulle fasce muscolari in cui percepisci un irrigidimento, esercita una pressione longitudinale o trasversale o massaggia con movimenti circolari intorno alla zona interessata.

Importante: non smuovere soltanto l’epidermide ma premi prima in profondità e poi massaggia il muscolo. (Continua a leggere qui di seguito...)

Ulteriori consigli sul wellness a domicilio

Suggerimenti
  • L’automassaggio aiuta e rilassa nel breve periodo. Non risolve però la causa del dolore né sostituisce la mancanza di movimento o il trattamento specialistico.
  • L’automassaggio potenzia il recupero dopo lo sport.
  • È l’ideale per chi non gradisce essere toccato da altri.
  • Per alcune persone può essere difficile massaggiarsi e rilassarsi al tempo stesso. In questo caso, il massaggio di coppia può essere la variante più adatta.
  • In caso di lesioni, per esempio muscolari, un massaggio può essere nocivo. In questo caso consulta prima una figura specializzata.
  • Non effettuare massaggi in caso di infiammazioni acute o di febbre.
  • Smetti subito se durante il massaggio avverti una sensazione di formicolio o intorpidimento.

4. Trattare i punti doloranti

Se quando eserciti una pressione su un punto senti un dolore che riconosci, anche riferito in una parte del corpo lontana da quella che stai palpando, probabilmente il tuo dito ha toccato un cosiddetto «punto trigger». I punti trigger localizzati lungo il collo e sulle spalle, per esempio, possono causare anche mal di testa. Trattare questi punti è un po’ doloroso: resta sulla zona e continua a esercitare una pressione ben dosata fino a che non senti il dolore diminuire. Questa manovra migliora l’irrorazione sanguigna, stimola il metabolismo dei muscoli e allevia i dolori. L’importante è aumentare l’intensità solo finché il dolore resta sopportabile. Se premi troppo, infatti, rischi che si formino lividi o che il dolore aumenti perché, anziché distendersi, la zona diventa più sensibile.

L’ideale è iniziare dal punto più reattivo al dolore perché spesso è da qui che partono anche i dolori che senti in altre zone. Quindi procedi punto per punto e muscolo per muscolo. 

5. Strumenti utili

L’automassaggio richiede pratica. Soprattutto all’inizio può essere molto stancante. Una pallina da tennis o da lacrosse oppure un rullo per massaggi possono fare un po’ di «lavoro» al posto nostro. Una soluzione, per esempio, è quella di posizionare una pallina da tennis tra la schiena e il muro e muoversi in modo da massaggiare i muscoli del dorso.

6. Sfioramento

Infine distendi longitudinalmente i muscoli trattati, accarezza con gesti ampi o piccole percussioni le zone interessate e goditi la sensazione di relax.

di Hannah Bröcker,

pubblicato il 31.10.2019


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