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Decluttering per un senso di benessere

La filosofia del decluttering - che letteralmente significa "fare spazio" - prevede di eliminare gli oggetti che non servono più, tenendo solamente ciò che rende davvero felici. Secondo la giapponese Marie Kondo, famosa in tutto il mondo per le consulenze in questo ambito, così facendo è possibile portare ordine non solo nei mobili, ma anche nella nostra mente.

Riordinare significa essenzialmente decidere se tenere un oggetto e, in tal caso, stabilire dove riporlo quando non lo utilizziamo. Ma allora perché a volte è così difficile? Secondo Marie Kondo, esperta di fama mondiale in materia di decluttering, questo succede perché tendiamo a conservare lo stesso tipo di cose in posti diversi, senza però essere realmente consapevoli di quanti oggetti possediamo già.

La guru giapponese del riordino non è entusiasta delle soluzioni salvaspazio sapientemente progettate, perché non farebbero altro che nascondere ancora di più tutte le cose che possediamo. Anche regole come "getta via tutto quello che non hai usato per un anno" andrebbero evitate. Il vero nocciolo della questione non è solo cercare di eliminare il maggior numero possibile di cose, ma piuttosto capire quanto ci si senta bene in casa.

Le lettere d'amore solo alla fine

Una vita circondata da oggetti capaci di darci gioia: questo è quanto promesso da Marie Kondo a tutti coloro che seguono il suo metodo nel libro "Il magico potere del riordino". Naturalmente anche questo prevede delle regole.

  1. Per prima cosa, meglio organizzare un grande repulisti in una soluzione unica, che può durare da un paio di settimane a un paio di mesi.
  2. Come secondo punto, non bisogna procedere per stanze, ma per categorie di oggetti. Solo in questo modo è possibile scoprire quanti cavi di ricarica, t-shirt e flaconi di balsamo sono stipati in un appartamento di tre stanze.
  3. Come terza cosa, nella riorganizzazione delle categorie bisogna procedere secondo una sequenza ben precisa, e cioè abiti, libri, carte, piccoli oggetti, ricordi. La decisione di gettare qualcosa non è facile per tutti. Per questo motivo vale la pena fare un po' di pratica prima di concentrare i propri intenti di ordine e pulizia verso le lettere d'amore del vecchio fidanzatino ai tempi della scuola.
  4. Come quarta cosa, tutti gli oggetti appartenenti a una categoria devono essere raccolti in un mucchio e presi in mano singolarmente. Per quale motivo? Solo in questo modo possiamo capire se questo oggetto riesce a darci gioia, afferma Kondo. Ed è questo in fin dei conti che conta davvero (oltre alle carte di identità e ai contratti di affitto).
  5. Come quinto punto, in questa fase bisogna solo concentrarsi sulla scelta degli oggetti. Il riordino vero e proprio va fatto solo in un momento successivo.

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Inizia la primavera all'insegna dell'ordine

Libri letti a metà e gonne mai usate

Il decluttering dei piccoli oggetti

Regali: il foulard della zia è inutilizzato nel cassetto già da mesi? Secondo Marie Kondo, il vero scopo di un regalo è riceverlo. Ringrazia il foulard (e la zia) per la gioia data da questo pensiero gentile e regalalo a qualcuno che possa indossarlo davvero.

Campioncini cosmetici: i campioncini sono pratici da portare con sé durante un viaggio di un paio di giorni! I cosmetici in piccole quantità però dovrebbero essere conservati al massimo per un anno, in alcuni casi solo un paio di settimane. E poi, vorresti davvero spalmarti una vecchia crema durante un weekend all'insegna del benessere? Ci siamo spiegati.

Monetine: le monetine andrebbero tenute nel portafogli e non accumulate in contenitori fino a trasformarsi in un carico pesantissimo.

Garanzie e istruzioni per l'uso: il metodo migliore per conservare le garanzie è riporle in raccoglitori di plastica trasparente. In questo modo, sfogliandoli, è possibile capire in modo semplice quali non sono più valide. Le istruzioni per l'uso invece possono essere serenamente cestinate. Se a un certo punto dovessero rendersi indispensabili, è molto più veloce consultarle online invece di cercarle in un contenitore polveroso.

Bottoni: è il momento della sincerità. Quando è stata l'ultima volta che hai ricucito un bottone? Se si indossa un capo d'abbigliamento per talmente tanto tempo che i bottoni si staccano, probabilmente la sua ora non è molto lontana. Però, nel caso di giacche o cappotti nuovi, vale sicuramente la pena cucire subito i bottoni di ricambio all'interno della fodera.

Quando Marie Kondo aiuta i suoi clienti nell'attività di decluttering, comincia dall'armadio. Ogni golf e ogni cintura devono essere valutati e soppesati, chiedendoci se riescono ancora a regalarci davvero gioia. Non c'è spazio per scappatoie come "Però potrei indossarlo quando sono a casa" oppure "Lo appendo nell'armadio di mia sorella".

Inoltre bisognerebbe dire addio anche ai capi che dopo tre anni hanno ancora l'etichetta del prezzo. Secondo Marie Kondo, molte delle cose che possediamo hanno già svolto da tempo il ruolo per cui erano intese. Magari la gonna nuova aveva il solo compito di fugare anche l'ultimo dubbio sulla nostra predilezione per i pantaloni.

Non è molto diverso il caso dei libri: il romanzo che non siamo riusciti a terminare la scorsa estate probabilmente non sarà concluso neppure durante le prossime vacanze. Però ha raggiunto perfettamente il suo scopo di libro letto a metà. E tenere qualcosa per senso di colpa non ci permette comunque di annullare l'acquisto già fatto. Quello che possiamo fare è ringraziare il libro e la gonna per il loro ruolo e poi congedarci da questi oggetti.

Riordinare il passato

Il decluttering è un'attività semplice: bisogna stabilire se si preferisce tenere un oggetto o se invece eliminarlo. Questo punto però per noi significa confrontarci con le decisioni che abbiamo preso in passato. Dobbiamo chiederci se le cose che possediamo ci sono ancora care o se invece lo erano solo un tempo. Minore è il numero di oggetti privi di significato che possediamo, più diventa chiaro cosa è realmente importante. Spesso le cose che ci piacciono davvero non cambiano in modo notevole con il passare del tempo: questa è la convinzione di Marie Kondo. E fare ordine è un modo meraviglioso per riconoscere il tipo di oggetto che abbiamo davanti.

di Ümit Yoker,

pubblicato il 25.04.2018


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