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Vuoi vivere più sano?

Rilassarsi con gli occhiali

Il nostro redattore si immerge in mondi virtuali alla ricerca di pace e relax. Ma sembra più semplice di quanto non sia in realtà.

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Lukas Hadorn

Lukas Hadorn (40 anni) ha due figli piccoli e, in quanto libero professionista e pendolare, può essere considerato la personificazione dello stress causato da fattori ambientali. Per questo motivo è alla costante ricerca di nuove idee nella giungla delle tecniche di rilassamento.

Scintillanti raggi di sole filtrati dal verde brillante delle foglie scendono su di me. Ai miei piedi un piccolo ruscello scorre gorgogliando lungo un pendio ricoperto di muschio e felci. Una foglia cade silenziosamente a terra. Mi giro per guardarmi intorno: sono in piedi da qualche parte in uno splendido bosco, immerso nella natura. Una musica dolce e rilassante si diffonde nell’aria... respiro profondamente.

Ma cosa succede? La stessa foglia che ho appena visto cadere a terra oscillando dolcemente sta di nuovo svolazzando giù. Ora mi accorgo che il ruscello scorre sempre uguale e le felci ondeggiano monotone nella brezza. Ed ecco di nuovo la foglia!

Rilassamento

Hai capito cosa sta succedendo? Non sono davvero in piedi nel bosco, sono comodamente seduto alla mia scrivania mentre il paesaggio idilliaco scorre solo virtualmente davanti ai miei occhi. Ho indossato un paio di occhiali Google per la realtà virtuale a cui ho collegato uno smartphone Apple: l’app di simulazione «Relax VR» mi invita a rilassarmi con la risacca di una baia australiana, l’aurora boreale del Canada o all’ombra di una foresta tedesca. Sempre meglio delle quattro pareti dell’ufficio.

Valutazione

Fattore di relax: 1
Costo / beneficio: 1
Potenziale di dipendenza: 2

Scala da 1 a 5

Tuttavia, mi sento un po’ come Jim Carrey nel film «The Truman Show» quando colpisce con la prua della barca a vela il muro dello scenario mentre pensa invece di trovarsi su un oceano infinito. Il mio corpo sembra cercare una conferma del fatto che ciò che i suoi occhi e le sue orecchie percepiscono non è la realtà. In ogni caso il relax è ben lontano, anche a causa del campo visivo limitato degli occhiali, che richiede di girare attivamente la testa avanti e indietro per godere del panorama a 360 gradi. Non c’è visione periferica, non si vive la foresta ma la si osserva attraverso uno spioncino virtuale.

Ma come?

Forse la meditazione guidata, anch’essa offerta dall’app, mi potrebbe aiutare a pensare di meno. Il menu si controlla con gli occhi e funziona perfettamente. Una piacevole voce femminile mi saluta e mi invita a chiudere gli occhi. Ma come? Sul serio? Non mi sono sistemato un cinema tascabile sulla testa per poi mettermi a fantasticare con gli occhi chiusi! Ecco un altro dilemma della meditazione virtuale: mentre il rilassamento richiede quasi sempre di eliminare gli stimoli visivi, la realtà virtuale (fino a oggi) funziona solo attraverso gli occhi.

Hier funktioniert Entspannung garantiert

Qui il rilassamento è garantito

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Alla fine interrompo il tentativo e giro un po’ su YouTube e nell’App Store alla scoperta di altri mondi virtuali. Giri sulle montagne russe, bungee jumping, case dell’orrore, simulatori di volo: c’è di tutto. La tensione è tanta, a differenza del rilassamento. Nello spazio virtuale l’adrenalina è ancora il punto di forza.

Il mio giudizio non è però completamente negativo: ha comunque un certo fascino guardare uno spettacolo naturale come l’aurora boreale attraverso gli occhiali VR. Però non è ancora rilassante. La tecnologia non mi sembra sufficientemente avanzata. Ma potrebbe esserlo tra poco. Qualche anno fa chi avrebbe dato una chance all’Internet TV, quando i modem erano rumorosissimi e una singola immagine doveva essere caricata in diverse sezioni prima di apparire sullo schermo? Non si può escludere che per i nostri figli la meditazione VR un giorno sarà il metodo di rilassamento più normale al mondo. Con gli occhi aperti, probabilmente.

di Lukas Hadorn,

pubblicato il 13.09.2017


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