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Trova il tuo equilibrio tra vita online e vita offline

Per molti trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata è già difficile. E il cruccio forse ancor più grosso è far quadrare la propria vita virtuale con quella reale. Questi consigli degli esperti saranno i tuoi alleati.

Quando hai guardato l'ultima volta il cellulare? E quando il computer? E non hai forse anche il tablet? Per vivere nel nostro tempo usiamo, per forza di cose, tanti dispositivi digitali. In un minuto passiamo dalle mail alle notizie, dai social media al ticketshop, dallo shopping alle foto e alla meteo, e avanti così! Alla fine tutto questo può scombussolare il cosiddetto digital life balance, ovvero l'equilibrio tra vita virtuale e vita reale.

Quali sono le insidie, lo spiega Kathrin Linkner di fit im job, un'azienda del fornitore di servizi medico-sanitari Medbase: «L'utilizzo di media digitali ci accompagna nella vita lavorativa e privata, spesso peraltro in modo del tutto inconsapevole. Risulta quindi difficile separare gli ambiti e porsi dei limiti. Per quanto riguarda il work-life balance invece siamo in grado di capire più consapevolmente cosa è lavoro e cosa tempo libero.»

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Chi trascura il digital life balance trascura sostanzialmente il proprio benessere. «Quelle che potrebbero essere preziose fasi di recupero, vanno perdute. Non si riesce più a prendere le distanze e a staccare», afferma Kathrin Linkner. Il continuo flusso di informazioni impedisce di restare concentrati e concludere un compito. «Non riuscire a evadere una cosa dopo l'altra portandole a termine, può generare stress. Perché il cervello ha bisogno di tempo per collegare le informazioni acquisite», spiega Linkner.

Studi dimostrano che in una normale giornata lavorativa veniamo interrotti mediamente ogni 18 minuti. Per tornare a concentrarsi su quel che si stava facendo, occorrono 15 minuti. Alquanto stressante e non proprio uno stimolo all'efficienza.

Ma visto che oggi non possiamo neanche prendere in considerazione l'idea di vivere senta smartphone o media digitali, non ci resta altro che apprendere e assumere un comportamento digitale consapevole. Linkner: «Dobbiamo trovare un equilibrio tra il mondo digitale e la nostra tranquillità interiore, che ci serve per riuscire a staccare.»

Per riuscirci, ecco alcuni importanti consigli di questa esperta:

Imponiti dei limiti

«Non passare ogni singolo minuto a fagocitare informazioni dai dispositivi mobili e non essere sempre raggiungibile. Se ci riesci, avrai un buon equilibrio.» Il peggior nemico del digital life balance è lo smartphone. «È importante pianificare dei momenti senza cellulare e rispettarli rigorosamente», spiega Linkner.

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Qualche volta si deve dire basta, agli altri ma anche al proprio comportamento digitale.

che consiglia in proposito di farsi dei promemoria, scrivendoli su dei post-it o mettendoli nel calendario. Inoltre bisognerebbe usare app come Usage Time o funzioni per smartphone come Digital Wellbeing. «Per vedere quanto spesso si effettuano i login e quanto tempo si passa davvero al cellulare.» Anche tenere un registro dell'utilizzo può rappresentare un passo importante per assumere un comportamento più consapevole. 

Alle famiglie, Linkner consiglia di stabilire dei momenti senza cellulare, per esempio i pasti. Chi si accorge di essere al limite, può anche stabilire un giorno di disintossicazione digitale e avvertire amici e conoscenti che non sarà reperibile.

Fai delle pause

«La nostra capacità prestazionale è limitata e la si può ampliare solo facendo regolarmente delle pause», afferma Kathrin Linkner. La pausa pranzo, per esempio, dovrebbe servire a staccare del tutto e non solo da rapido rifocillamento. «L'ideale sarebbe abbinarla a una passeggiata o una sessione di attività sportiva per sgomberare la mente e ricaricarsi.»

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Un po' di sport aiuta a staccare.

Per ogni due ore che si passano su strumenti digitali si dovrebbero fare 15 minuti senza utilizzarne alcuno. Puoi anche passarli a guardare sognante dalla finestra. Sovente aiuta il cervello a staccare. Leggere o ascoltare musica caricano invece il cervello di input.

Ancora un consiglio per tutti coloro che faticano a fare pause: «Se non si fa mai la prima mossa e si aspetta sempre che comincino gli altri, non si va da nessuna parte. Ognuno deve sviluppare la consapevolezza che nessuno è più importante di se stesso, ovvero che lui, o lei, è la cosa più importante della propria vita. Se non lo si fa, si deve mettere in conto la probabilità di cadere in una depressione da esaurimento o in un burnout.

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Di sera smetti per tempo

«Si dovrebbe interrompere il consumo di media digitali un'ora prima di coricarsi», afferma Kathrin Linkner, perché «il corpo non è un computer, non può spegnersi da un momento all'altro, ma ha bisogno di tempi preparatori.»

A disturbare il sonno sono, oltre alla luce blu degli schermi, che si può comunque filtrare con la modalità notturna, le informazioni che il cervello riceve dal cellulare. «Le informazioni arrivano e mettono in moto il cervello», spiega Kathrin Linkner, 

che sconsiglia quindi di tenere lo smartphone sul comodino e in generale in camera da letto. «Degli studi nei quali sono state misurate le correnti cerebrali, hanno evidenziato alterazioni delle attività. Persino con la modalità aereo. Se la quotidianità si infila sotto le lenzuola, nel subconscio ce ne occupiamo anche dormendo. Chi si affida al cellulare anche per svegliarsi, dovrebbe prendere in considerazione il passaggio a una sveglia tradizionale o a un simulatore di luce solare.

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Chi si affida al cellulare anche per svegliarsi, dovrebbe prendere in considerazione il passaggio a una sveglia tradizionale.


Se necessario, chiedi aiuto

L'utilizzo di dispositivi digitali provoca il rilascio di dopamina, l'ormone della felicità, che agisce sul sistema di ricompensa del cervello. Ecco perché torniamo di continuo ad attaccarci a questi dispositivi.

«Più stressanti sono le nostre giornate, più propendiamo a voler essere gratificati. Ma il flusso di informazioni derivante dall'uso dei media digitali genera ancor più stress nel cervello. Un circolo vizioso», dichiara Linkner. La minaccia del burnout digitale «È una condizione di esaurimento psichico in cui il massiccio utilizzo dello smartphone lede la nostra produttività e ci rende infelici.» 

Se ci si accorge di essere prossimi al burnout, ci si deve affidare a una persona di riferimento che ci sia vicina e cercare subito un aiuto professionale. «I servizi sociopsichiatrici delle scuole o delle aziende oppure una consulenza sulla dipendenza sono un valido aiuto. Perché alla fin fine è un problema di dipendenza.»

Passa quanto più tempo possibile nel mondo reale

Leggi più spesso giornali, riviste o libri invece di fare tutto sui dispositivi digitali. Se ti annoi o vuoi distenderti, evita di afferrare in automatico un qualche dispositivo e vai piuttosto a passeggiare, a correre o in palestra. Oppure fatti qualche vasca in piscina, goditi un massaggio o magari pratica la meditazione.

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Prima di dormire, meglio un libro che un dispositivo digitale.

E incontrati sempre, e sempre nel rispetto delle misure anticontagio, con amici e conoscenti. Kathrin Linkner: «I social media consentono di costruirsi una cerchia di amici virtuale, indipendente da luoghi e tempi, trasmettendo la sensazione di appartenervi. La vita virtuale e quella reale si mescolano, confondendosi. Ciò trasfigura la dimensione del qui e ora celando una potenziale dipendenza.» Facendo attività di socializzazione nel mondo reale ci si può difendere con successo da questo pericolo.

di Ringier Brand Studio / Cilgia Grass,

pubblicato in data 24.03.2021


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