Presente e passato a Bellinzona e Monte Carasso

Il principe del Galles ha conferito un premio al Monte Carasso. Scopri perché.

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È facile svanire. Con la piccola funivia blu si risale il fianco del monte sopra a Bellinzona lasciando dietro di sé il piano di Magadino, l’autostrada e i castelli. Ci facciamo portare all’antico insediamento alpino di Curzutt. Pietra su pietra, gneis su ardesia, i rustici sono stati ricostruiti nello stile tradizionale per ospitare un ostello.

Un tempo qui c’era il centro originario di Monte Carasso; oggi si passeggia sotto ai castagni, lontani dalla frenesia quotidiana, per poi scendere rilassati verso valle lungo le mulattiere. Si prosegue verso l’area dell’antico convento delle agostiniane, che l’architetto Luigi Snozzi ha trasformato in scuola e centro comunale.

Per questo progetto il comune ha ricevuto il premio Wakker e il premio Prince of Wales per il design urbano. Dalla navata della chiesa si accede camminando su un parquet chiaro all’attigua nuova sala conferenze, un cubo di calcestruzzo che si estende longitudinalmente addossato all’edificio principale con i tipici archi a tutto sesto. Si procede poi nel chiostro, immersi nei pensieri come un tempo facevano le monache. Il ritorno alla vita di tutti i giorni è un po’ brusco, ma ha un buon profumo: quello del caffè di un piccolo bar all’angolo del convento.

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Pubblicato il 27.02.2017,

di Petra Koci


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