Pulizie e wellness

Pulizie di primavera: sono proprio necessarie? Oh sì! Con il giusto atteggiamento fare le pulizie fa bene sotto ogni punto di vista.

Katharina Zaugg

Katharina Zaugg (66 anni) è etnologa, scrittrice e titolare della scuola di pulizia ecologica di Basilea. È considerata la madre del binomio «pulizie-wellness».

Nella storia delle faccende domestiche, queste sono tradizionalmente le settimane dedicate alle pulizie di primavera. Ma alcuni si spaventano di fronte a questo compito. Katharina Zaugg, massima sostenitrice del binomio «pulizie-wellness», spiega che non deve necessariamente andare così.

Cosa ci anima a fare le pulizie?

Il rinnovato vigore rispetto alle pulizie durante la primavera dipende fra l’altro dalla maggiore energia e voglia di vivere che ci donano i più intensi raggi del sole. Questi ultimi stimolano la produzione di ormoni e promuovono le sensazioni tipiche della primavera, spiega il neuropsicologo Lutz Jäncke (59 anni) dell’Università di Zurigo.

Un ruolo importante in questo contesto spetta alla serotonina, prodotta dal corpo umano in misura superiore alla media grazie alle giornate più lunghe. Secondo Jäncke la serotonina può agire come una sostanza stupefacente.

Quando fuori spuntano i boccioli e i colori si accendono, la serotonina ci sprona a rimettere a nuovo il nostro nido.

Nel suo libro «Wellness beim Putzen» («Star bene pulendo») lei invita a trasformare ogni giorno di pulizie in una festa. Cosa ci sarà di così entusiasmante nel pulire?

La possibilità di star bene pulendo nasce dallo slancio e dal coinvolgimento di tutti i sensi. Quando faccio le pulizie metto in movimento tutto il mio corpo e sposto il mio peso oscillando. Non deve diventare una pura attività meccanica. Ogni tanto inserisco un po’ di stretching e pulisco con tutti i sensi: per esempio lavoro con il profumo di fiori d’arancio, che mi ricorda le vacanze estive. Da Daniel Jenny ho preso stracci di cotone in 14 colori diversi. Nel mentre ascolto un po’ di buona musica o un audiolibro. Così è davvero divertente!

Pulire da soli è più efficace?

No. Nei miei interventi sottolineo sempre che è molto più piacevole essere in due o tre, e magari cambiare appartamento ogni mese. In questo modo si possono coinvolgere anche i bambini, che a seconda dell’età possono sviluppare competenze e motricità fine, per esempio facendoli salire tutti felici su una scala (ovviamente tenendoli d’occhio) armati di spray per le finestre.

Cosa rende le pulizie particolarmente piacevoli?

Da destrorsa, tengo consapevolmente lo straccio con la sinistra oppure uso entrambe le mani per rilassare il cervello. L’importante è l’atteggiamento. Se mi dico: «Povera me, cosa mi tocca fare!» è tutto immensamente più difficile che non rompendo questo circolo vizioso e pensando positivo.

Lei ha affermato: «Chi non ha paura di fare le pulizie, non ha paura di niente».

Esatto. Pulire significa confrontarsi con l’abisso, lo sporco. Quando giro con uno spruzzino e uno straccio in mano, la gente mi saluta con meno cortesia. Alle nostre latitudini le pulizie sono legate a molte umiliazioni: fin dalla scuola, dove per punizione si devono lavare i bagni. Una cosa di per sé sbagliata.

di Reto Wild


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