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Come prevenire il diabete mellito

Circa mezzo milione di persone in Svizzera soffre di diabete di tipo 2: un numero in aumento. Ecco come prevenire questa malattia.

Quando il livello degli zuccheri nel sangue aumenta in maniera cronica perché il metabolismo non funziona correttamente, siamo in presenza di un diabete mellito, ovvero un diabete di tipo 2.

Per cogliere tutte le implicazioni di questa malattia è necessario comprendere bene il processo fisiologico ad essa collegato. Nel momento in cui assumiamo zuccheri o carboidrati con l’alimentazione, aumenta il livello di glicemia, che a sua volta stimola il pancreas a secernere l’ormone «insulina», la cui funzione principale è quella di trasportare lo zucchero attraverso il sangue fino alle cellule muscolari, dove viene trasformato per produrre energia. Il glucosio può dunque essere considerato il carburante del nostro sistema muscolare.

Nel diabete questo processo viene in qualche modo disturbato: l’insulina non riesce a trasportare il glucosio fino alle cellule, o ne trasporta solo una quantità insufficiente, con conseguente aumento della glicemia i cui valori schizzano alle stelle.

Perché il diabete di tipo 2 è pericoloso

L’aumento cronico del livello di glicemia provoca danni a lungo termine ai vasi sanguigni, con conseguente rischio di contrarre gravi malattie secondarie. In concomitanza con le altre malattie metaboliche (colesterolo in eccesso) e con l’adiposi (obesità), che causano depositi nei vasi sanguigni, un alto livello glicemico può causare inoltre infarti o ictus. Tra le malattie secondarie correlate al diabete di tipo 2 vanno citate anche l’insufficienza renale, i danni alla retina e i disturbi al sistema nervoso: malattie silenti che si sviluppano perlopiù con l’andare del tempo, sebbene spesso al momento della diagnosi siano già presenti i primi danni.

Come viene trattato il diabete di tipo 2?

Le cause scatenanti del diabete di tipo 2, oltre alla predisposizione genetica, vanno ricercate soprattutto nel sovrappeso e nella mancanza di attività fisica. Per il trattamento di questa malattia, nella fase iniziale è spesso sufficiente sottoporsi a una cura farmacologica e modificare il proprio stile di vita, allo scopo di migliorare gli effetti dell’insulina. Per affrontare con efficacia questa patologia è fondamentale aumentare l’attività fisica, eliminare il sovrappeso e adottare una dieta sana. Dimagrire è fortemente consigliato, in quanto soprattutto i tessuti adiposi che si accumulano nella pancia producono alcune sostanze che compromettono gli effetti dell’insulina. È raccomandabile anche praticare sport per migliorare il metabolismo degli zuccheri e la reazione delle cellule all’insulina. Se il paziente a cui è stato diagnosticato un diabete di tipo 2 in stadio iniziale fa tesoro di questi consigli, può arrivare perfino alla scomparsa temporanea della malattia. Tuttavia, spesso il diabete fa la sua ricomparsa nel corso degli anni. Molti pazienti inoltre devono praticarsi iniezioni di insulina per tenere sotto controllo i valori glicemici.

Non è più solo una malattia senile

Il diabete di tipo 2 colpisce innanzitutto gli anziani, da cui l’espressione «diabete senile» per definire questo tipo di patologia, sebbene oggi si assista a una crescente diffusione della malattia anche tra la popolazione più giovane. Il motivo va ricercato nel crescente aumento dei casi di forte sovrappeso già in giovane età, a cui si aggiunge anche la scarsa attività fisica: la combinazione di questi due fattori rappresenta la principale causa scatenante del diabete di tipo 2. Negli Stati Uniti oggi circa un quarto degli adolescenti soffre già di diabete oppure presenta i sintomi caratteristici dello stadio iniziale della malattia. La definizione di «diabete senile» pertanto già da tempo non rispecchia più l’effettiva realtà dei fatti.

Possibili indicatori di un diabete di tipo 2

Esistono numerosi campanelli d’allarme che indicano la presenza di valori glicemici fuori norma. Si tratta soprattutto di sintomi quali la sensazione di perenne stanchezza, la predisposizione alle infezioni, la difficoltà di rimarginazione delle ferite, la pelle secca o squamata con sensazione di prurito, l’aumento della sete e lo stimolo frequente a urinare.

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