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Alimentazione priva di zuccheri

Ogni anno mangiamo ben 45 chili di zucchero. Come vivere consumandone meno, o rinunciandovi del tutto? Lo sa la nostra esperta di zucchero Dominique Bachmann, alias Miss Sugarfree, che conosce trucchi, consigli e ricette per una vita senza zucchero.

Dominique Bachmann
Mi sono resa conto di quanto zucchero nascosto consumavo solo quando ho cominciato a leggere il retro di tutte le confezioni.
Dominique Bachmann, Blogger e columnist

La vita senza zucchero di Miss Sugarfree

Esperti rispondono

Zucchero
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Laura S., Sigriswil
Quanto zucchero si può mangiare ogni giorno per mantenersi in salute?
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Pia Martin, Nutrizionista

Bisognerebbe coprire circa il 55 percento del fabbisogno calorico giornaliero con l’apporto di carboidrati. Ad esempio, se il fabbisogno è di 1800 kcal al giorno, 990 kcal dovrebbero essere fornite da carboidrati, in misura pari a circa 250 g. Si raccomanda che l’apporto massimo giornaliero di zuccheri semplici (come quelli contenuti nei dolci) non superi il 10 percento, l’equivalente di circa 45 g di zucchero al giorno per un fabbisogno di 1800 kcal.

Pia Martin è nutrizionista presso i Media Migros.
Zucchero
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Guido Stechert, Coira
Cosa significa «di cui zuccheri» nella tabella dei valori nutritivi?
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Andrea Fringeli, Dietista

Sotto la dicitura «di cui zuccheri» e, rispettivamente, «tipi di zuccheri» o «sorte di zuccheri» vengono indicati tra i valori nutritivi non solo lo zucchero cristallizzato aggiunto ma anche tutti i monosaccaridi (zuccheri semplici) e i disaccaridi (costituiti da due monosaccaridi) contenuti in un prodotto: quindi, ad esempio, il saccarosio (zucchero da cucina), il glucosio (zucchero d'uva), il fruttosio o il lattosio. La dicitura «di cui zuccheri» tra le indicazioni dei valori nutritivi evidenzia quindi che non si tratta solamente di zucchero bianco da cucina ma di un «riassunto» di diversi tipi di zuccheri.

Digestione
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Stefan M., Lauterbrunnen
Dopo aver consumato dolci senza zucchero rispettosi dei denti, capita spesso di avere flatulenza e diarrea. Perchè?
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Andrea Fringeli, Dietista

Questi disturbi sono riconducibili ai succedanei dello zucchero contenuti in questi prodotti. Tra i succedanei dello zucchero figurano lo xilitolo, il sorbitolo, il mannitolo, il maltitolo, l’isomalto, il lattitolo e l’amido idrolizzato. Queste sostanze, in virtù delle loro speciali caratteristiche, vengono spesso impiegate per la produzione di dolci rispettosi dei denti. Dal nostro organismo vengono però digerite e assimilate soltanto lentamente; una parte, inoltre, giunge nel colon assolutamente inalterata. Qui avviene un duplice processo: la decomposizione per azione dei microorganismi attraverso la formazione di gas e il legame all’acqua con un conseguente effetto emolliente sulle feci. Ed è proprio questo duplice processo a manifestarsi sotto forma di flatulenza e/o diarrea. I bambini e le persone che consumano raramente prodotti dolcificati con succedanei dello zucchero possono presentare anche reazioni piuttosto sensibili. Dopo un periodo di assuefazione, però, i disturbi scompaiono nella maggior parte dei casi. Tuttavia bisogna tenere presente che anche i dolci rispettosi dei denti devono essere consumati con moderazione.
Per le ragioni appena illustrate, gli alimentari che presentano un tenore di succedanei dello zucchero superiore a 100 g per chilogrammo o litro devono recare secondo l’Ordinanza sulle derrate alimentari l’indicazione «un consumo eccessivo può avere effetti lassativi».

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