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Dott. med. Martina Frei

Giornalista in ambito medico e scientifico, medico

I ricercatori hanno scoperto che le persone che bevono acqua prima di mangiare assumono meno calorie; bere prima dei pasti potrebbe pertanto aiutare a dimagrire. Gli studiosi sono giunti a questa conclusione analizzando l’effetto dell’assunzione di liquidi sulla digestione. Per quanto riguarda il processo digestivo, invece, è risultato che bere prima o durante i pasti è indifferente: una bevanda liscia o gassata, assunta prima o durante un pasto, non ha ripercussioni sulla digestione.

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Marianne Botta Diener

Ingegnere in tecnologia alimentare SPF e docente specializzata SPF in scienze dell’alimentazione

Falso! Dal punto di vista fisiologico-nutrizionale, i prodotti surgelati seguono quasi a ruota quelli freschi appena preparati. Il valore fisiologico-nutrizionale dei prodotti surgelati è paragonabile a quello dei prodotti freschi, perché questi alimenti vengono surgelati immediatamente dopo essere stati raccolti, preservandone così le sostanze nutritive, le vitamine e le altre caratteristiche. Inoltre, i prodotti che vengono surgelati appena raccolti non contengono conservanti.

È vero! In effetti chi mette in pratica diligentemente questa raccomandazione non va più di rado dal medico rispetto a chi invece evita il frutto. Eppure, ciò nonostante, gli appassionati di mele sembrano essere più sani perché assumono meno farmaci. Questo è quanto emerge da uno studio che dimostra inoltre come una mela al giorno possa avere un effetto salutare analogo a quello prodotto dalle statine, le sostanze farmacologiche utilizzate nei medicinali che abbassano il livello di colesterolo nel sangue. I vantaggi offerti dalle mele? Rispetto alle statine, hanno un gusto migliore e comportano un numero decisamente inferiore di effetti collaterali. Chi prende alla lettera il proverbio arriverà alla conclusione che non corrisponde a verità perché il consumo di una mela al giorno non riduce il numero di visite dal medico. Ma chi considera che mangiare una mela al giorno porti dei benefici alla salute riducendo l’assunzione di medicinali avrà certamente ragione.

non lavorati.» È una buona idea?

Condivido la scelta di puntare sulla qualità e su prodotti meno lavorati possibile. Quelli di qualità inferiore sono spesso anche molto lavorati. Per proporre prodotti a basso prezzo, i fabbricanti devono sovente risparmiare sulle materie prime e utilizzano quindi zuccheri e grassi malsani. È corretto anche badare al grado di lavorazione. Spesso i prodotti molto lavorati sono anche più calorici. Oltre a essere più ricchi di zuccheri e grassi, contengono anche meno sostanze preziose per l’organismo, come acqua, fibre o vitamine naturali. Va tuttavia detto che, per quanto riguarda la qualità e il grado di lavorazione, non sempre il prezzo è determinante. Bisogna quindi piuttosto tener conto delle indicazioni sulla produzione, sul contenuto e sulla composizione delle sostanze nutritive riportate sulla confezione.

Almeno in parte, questa visione alimentare è giustificata. I carboidrati ci danno la carica. Ne abbiamo bisogno come carburante per il cervello e soprattutto per il buon funzionamento dei muscoli. Le cellule cerebrali e quelle muscolari sono sollecitate soprattutto di giorno. Un birchermüesli con frutta fresca di stagione permette d’iniziare la giornata al meglio. I carboidrati hanno senso anche a pranzo. Anche i grassi sono importanti per la sazietà e forniscono vitamine e acidi grassi preziosi. La sera e di notte abbiamo bisogno di meno carboidrati. Rinunciando a pane, pasta e affini per cena, teniamo basso il livello d’insulina nel sangue. In questo modo, durante la notte, il corpo ha la possibilità di utilizzare le riserve e questo impedisce di ingrassare. Le proteine influenzano meno la produzione d’insulina. Non si dovrebbero separare in modo così netto carboidrati, proteine e grassi. Altrimenti l’alimentazione rischia di diventare una dieta vera e propria. E le diete non sono sane e non riescono a mantenere i risultati nel tempo.

Forse è un fenomeno noto a chi fa turismo urbano: si fa meno attenzione a un’alimentazione sana, si prende una pausa dalle buone abitudini di casa e si bevono più alcolici. Il paradosso? Nonostante tutto si dimagrisce!

Quello che può sembrare poco realista è plausibile, se si tiene conto del fabbisogno e del consumo di calorie. Una variazione del nostro peso corporeo è data da questo rapporto. I pasti che si fanno durante le vacanze sono sicuramente calorici, ma spesso si mangia a ritmi regolari e questo è importante per avere un peso sano. Inoltre ci si muove in un ambiente ricco di stimoli nuovi e questo limita le occasioni di mangiare tra un pasto e l’altro. Per molti, infatti, il fatto d’ingrassare è legato alle calorie assunte attraverso gli spuntini fuori pasto e non ai pasti principali.

Presumo che chi va in vacanza in città guardi meno la TV e passi meno tempo davanti al computer, due fattori che portano spesso a un aumento di peso. Riconosco che passeggiare non è un’attività molto intensa, ma quando si visita una città si cammina tutti i giorni e per più di mezz’ora. Quando fa caldo, per esempio nelle città mediterranee, il corpo necessita inoltre di energia per abbassare la temperatura. Tutto questo favorisce il consumo energetico più di 2 o 3 ore di jogging praticato durante la settimana.

Può capitare di sentirsi dire: «La mattina bevo a stomaco vuoto un bicchiere d’aceto tiepido. Ho perso 1 o 2 chili e non sento la fame.» È un suggerimento consigliabile?

L’efficacia dell’aceto è provata da alcuni studi scientifici, secondo i quali chi lo beve regolarmente si sazia più in fretta e a lungo, con un miglioramento della glicemia e del tasso di colesterolo.

Bere aceto permetterebbe di bruciare i grassi più velocemente e rallenterebbe il loro accumulo. Tuttavia questa non è una strategia sensata per dimagrire a lungo termine. Bere aceto solo per perdere peso ha le caratteristiche di una dieta. Se si smette, probabilmente i chili persi tornerebbero. È anche probabile che, per ottenere gli stessi risultati, con il passar del tempo bisognerà aumentare la quantità d’aceto assunta. Questo può comportare rischi per i denti e per le ossa.

Per una settimana un tester ha mangiato solo cioccolato. Alla fine della settimana, pesava due chili in meno.

Non lo metto in dubbio. In linea di principio le diete che prevedono un solo alimento funzionano, almeno a breve termine: che siano a base d’ananas, minestra di cavolo o succo di frutta. Il cioccolato contiene molti zuccheri e grassi e, di conseguenza, anche molte calorie: ma dopo un po’ anche chi ne va pazzo non lo può più vedere. Limitarsi a un solo alimento prima o poi porta a mangiarne meno. Le diete ferree e monotone non fanno dimagrire in modo sano, ma provocano una specie di «reazione cocciuta» naturale del corpo perché gli vengono a mancare sostanze nutritive necessarie al buon funzionamento dell’organismo. Per questo, ma non solo, consiglio di evitare diete del genere.

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Marianne Botta Diener

Ingegnere in tecnologia alimentare SPF e docente specializzata SPF in scienze dell’alimentazione

Falso! Purtroppo questo non vale per tutti i prodotti. L’organizzazione dei consumatori tedesca Foodwatch avvisa: i cereali solitamente contengono troppi zuccheri e nemmeno quelli che assicurano il 30 percento di prodotto integrale sono davvero integrali. In alcuni casi, 100 grammi di cereali per la colazione nascondono ben 35 grammi di zucchero, quasi come quelli contenuti in una tavoletta di cioccolato al latte. Se si vuole davvero una colazione equilibrata, nella scelta dei cereali si deve prestare molta attenzione alla loro composizione. Altrimenti si rischia di iniziare la giornata con una botta di zuccheri.

Falso! Entrambi sono composti per l’80 percento da grassi e sono pertanto ugualmente «pesanti». La differenza fra il burro e la margarina non è il contenuto calorico, bensì la quantità di acidi grassi e colesterolo. Se vuoi fare attenzione alle calorie, scegli la margarina mezza grassa o dietetica, ma stendine solo un velo sul pane. Invece di sostituire il burro con la margarina, vale la regola generale: consumare con moderazione.

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