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Fabienne Meier
Fabienne Meier

Responsabile Terapie e paramedicina presso Medbase, Zugo

Ritengo che nel caso di dolori al tendine di Achille sia importante coinvolgere tutte le strutture. È bene eseguire uno stretching delle strutture miofasciali, curando però anche la mobilità dell’articolazione tibio-tarsale e rafforzando la muscolatura, in modo da migliorare la resistenza dei tendini alle sollecitazioni.

Per aumentare la mobilità dell’articolazione tibio-tarsale, collocarsi in posizione di affondo davanti a una parete, tenendo in avanti il piede interessato. La distanza è ridotta in modo tale che muovendo il ginocchio verso la parete, il tallone resta a terra. Il ginocchio è teso verso il mignolo del piede. Ripetere questo esercizio ogni giorno per 10 volte, in modo da rendere più mobile l’articolazione. 

Per non restare nell’ambito delle strutture passive, all’esercizio di stretching del polpaccio praticato sul bordo di uno scalino può essere aggiunto anche il sollevamento sulle punte dei piedi, includendo così anche un esercizio della forza.  Il grado di difficoltà può essere aumentato passando dall’esercizio di sollevamento dei polpacci su due gambe a quello su una gamba sola.  
Può essere necessario ripetere ogni giorno 2-3 serie di questo esercizio per 20-30 volte. 
Non limitarsi allo stretching locale, ma coinvolgere anche la pianta dei piedi, massaggiandola, per esempio, con l’aiuto di una pallina da tennis. La pressione può essere modificata, scegliendo la posizione seduta o in piedi. L’ideale è praticare questi esercizi prima e dopo l’allenamento oppure ogni giorno, a seconda delle esigenze. 

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Goran Petrovic

Personal trainer

I muscoli aumentano solo se sollecitati. Quanto e a che velocità aumenta la massa muscolare dipende dalla singola persona. Per aumentare i muscoli in modo efficiente occorre energia, quindi bisogna mangiare di più. Il punto cardine consiste in un apporto maggiore di carboidrati e una piccola quantità in più di proteine, idealmente suddivisi in tre o meglio quattro o cinque pasti. Ogni pasto deve comprendere sia carboidrati che proteine. Subito dopo l’allenamento è opportuno consumare uno snack ricco di carboidrati e con un contenuto modesto di proteine per stimolare l’accrescimento dei muscoli. È importante che i carboidrati siano facilmente digeribili e arrivino velocemente nel sangue, come ad esempio prodotti di farina bianca, frutta o prodotti leggermente zuccherati. In questo modo nel corpo si stimolano gli ormoni ricostituenti (tra cui l’insulina) mentre si inibisce la metabolizzazione delle proteine. Lo snack rigenerante dovrebbe essere consumato 15-30 minuti dopo l’allenamento nel caso in cui non si preveda di consumare presto un pasto normale. Snack adatti sono: yogurt alla frutta e barretta ai cereali/banana oppure ogni tanto un integratore. Prima di ricorrere a un integratore, fatti consigliare.

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Pia Martin

Master in ecotrofologia

La frutta contiene lo stesso tipo di fruttosio. Vi sono però anche altri zuccheri, con una composizione diversa, nelle diverse varietà di frutta.
Le mele e le pere contengono moltissimo fruttosio e meno glucosio. Nell’ananas vi è invece circa la stessa percentuale di fruttosio e glucosio. Lo stesso vale per le banane. Il fruttosio assunto insieme al glucosio viene generalmente tollerato meglio perché quest’ultimo ne facilita l’assimilazione nell’intestino tenue. In questo modo è possibile assumere più fruttosio facendone arrivare di meno nell’intestino crasso, dove creerebbe problemi.

Sibylle Matter Brügger
Dr. med. Sibylle Matter Brügger

Primario di Medicina dello sport presso, Medbase Berna

I dolori al ginocchio dopo il jogging si presentano spesso se i muscoli non sono sufficientemente allenati causando un sovraccarico dell’articolazione del ginocchio durante l’allenamento. Spesso il dolore si avverte davanti al di sotto della rotula. A volte il problema è causato anche da un’insufficiente stabilità nella caviglia o nel bacino. Si consiglia pertanto un allenamento regolare della forza dell’asse della gamba (piede/ginocchio/bacino). A seconda del punto e dell’entità dei disturbi occorre considerare anche altre cause. Se il dolore è localizzato piuttosto nella parte esterna del ginocchio ed è avvertibile già durante la corsa, potrebbe trattarsi anche del cosiddetto ginocchio del corridore. La causa è da ricondurre a un accorciamento dei muscoli nella parte esterna della coscia e a un’infiammazione a carico della zona ileotibiale nella parte esterna superiore della tibia. Un problema simile può verificarsi anche nel lato interno -superiore della tibia. Oltre agli esercizi di rafforzamento si raccomanda un’attenuazione locale dell’infiammazione, stretching e una riduzione della tensione con un foam roller. Anche una lesione del menisco può causare dolori al ginocchio durante o dopo il jogging. In particolare i movimenti rotatori del ginocchio e la corsa su terreni irregolari aumentano i disturbi. Nelle persone giovani la causa è riconducibile spesso a un infortunio. Nelle persone più anziane potrebbe invece trattarsi di un’evoluzione degenerativa del menisco o della cartilagine (inizio di artrosi). Sulla base delle tue indicazioni posso raccomandarti di rafforzare i muscoli stabilizzatori dell’asse della gamba (piede/ginocchio/bacino). Se la situazione non migliora dopo 5-6 settimane di allenamento mirato, è consigliabile consultare uno specialista.

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Daniela Egg Erzinger

Psicologa e responsabile di progetto HR

Normalmente lo stress sul posto di lavoro non causa vere e proprie patologie psichiche. Può essere però il fattore scatenante di alcuni disturbi (ad esempio a causa di carichi di lavoro pesanti e protratti nel tempo, conflitti irrisolti con i colleghi o i superiori, mobbing, pretese eccessive…).

È piuttosto vero il contrario: il lavoro ci aiuta a mantenerci in salute. Le persone senza lavoro sono sotto pressione, spesso perdono i contatti sociali, non hanno più un compito da svolgere, le loro giornate sono prive di struttura, vengono meno stimate, hanno meno fiducia, quindi rischiano maggiormente di soffrire di un disturbo psichico.

Fonti:

libro «Ganz normal anders. Alles über psychische Krankheiten, Behandlungsmöglichkeiten und Hilfsangebote.» Thomas Ihde-Scholl. Pro mente sana

Stiftung Rheinleben. Leitfaden für Arbeitgeber und Führungskräfte

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Dott. med. André Dietschi

Medico specialista in medicina generale, Medbase

Il morbillo fa parte delle malattie infettive altamente contagiose per l’uomo. Più di nove persone su dieci non vaccinate si ammalano dopo essere entrate in contatto con il virus. È sufficiente uno starnuto o un colpo di tosse per trasmettere l’agente patogeno da un organismo ad un altro. Anche un semplice viaggio con i trasporti pubblici può rivelarsi decisivo per contrarre l’infezione. Molte delle persone contagiate, infatti, si accorgono di avere il morbillo solo dopo la tipica eruzione cutanea che lo caratterizza. Tuttavia, sono contagiose anche da prima. Si consiglia dunque alle persone non vaccinate di tenersi a debita distanza dagli ammalati. Il vaccino è l’unico strumento sicuro per proteggersi dalla malattia.

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Dott. med. André Dietschi

Medico specialista in medicina generale, Medbase

In linea di principio non è così facile distinguere una vera influenza da un banale raffreddore, perché entrambe le patologie causano sintomi simili. L’influenza viene trasmessa da diversi tipi di virus dell’influenza. Il contagio solitamente avviene tramite goccioline (contatto diretto, tosse, starnuti, strette di mano, maniglie delle porte, ecc.). Il raffreddore è causato dai virus del raffreddore (per es. rhinovirus) che si trasmettono allo stesso modo. 

Le differenze si manifestano nel decorso delle due malattie. L’influenza normalmente è legata a un forte senso di malessere, febbre alta, tosse e mal di gola. La rinite, ossia l’infiammazione della mucosa nasale, è meno comune con l’influenza. Il raffreddore, invece, difficilmente causa febbre sopra i 37,5° ed è spesso legato a una rinite. Infezioni secondarie di origine batterica (per es. bronchite) si verificano con ambedue le patologie, ma più spesso con l’influenza.

Il modo migliore di proteggersi da entrambe le malattie è rafforzando il sistema immunitario in generale. Inoltre vale la pena lavarsi le mani regolarmente. Contro l’influenza è inoltre disponibile un vaccino efficace, che tuttavia non aiuta contro il raffreddore.

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Il dott. Martin Narozny

Medico specialista in chirurgia ortopedica, medicina dello sport SGSM/SSMS, Medbase

Il muco che si accumula in gola può provenire dal naso e dai seni paranasali oppure dalle ghiandole salivari. Prima bisogna assicurarsi che il naso sia libero e che i seni paranasali siano areati. A tal fine è sufficiente ricorrere a uno spray per il naso disponibile senza ricetta. Se l’uso dello spray non porta a miglioramenti, deve essere consultato un otorinolaringoiatra.

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Dott. med. Hanspeter Betschart

Medico specialista in medicina interna e medicina dello sport SGSM/SSMS, Medbase

10’000 passi al giorno sono la quantità minima da fare al giorno. Possono anche essere di più se te la senti fisicamente. I sentieri dovrebbero essere in buono stato e non andare in discesa. In questo modo limiti il rischio di cadere ed eviti gli urti.

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Dott. med. André Dietschi

Medico specialista in medicina generale, Medbase

Assolutamente no! Le vesciche di grandi dimensioni piene di liquido possono essere incise sul bordo con un ago disinfettato, poi premendo delicatamente si può far fuoriuscire il liquido. A questo punto è possibile applicarvi un cerotto normale o specifico per vesciche. La pelle non deve essere tirata via poiché svolge un’azione protettiva contro eventuali infezioni della ferita. Solo quando si sarà formato un nuovo strato di pelle asciutto al di sotto si potrà tagliare via con cautela la pelle secca restante.

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