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Dott. med. e libero docente Christoph Dehnert

Medico specialista in medicina interna e cardiologia, Medbase

Se a queste altezze soffri regolarmente di disturbi puoi fare una profilassi con Diamox (dosaggio: 2 x 125 mg oppure 2 x 250 mg). Poiché Diamox non viene ben tollerato da tutti e gli effetti collaterali sono simili a una forma acuta di mal di montagna, prima dell'utilizzo è consigliato fare un test di compatibilità in pianura.  
Se nel tuo caso i sintomi del mal di montagna si verificano solo sporadicamente, puoi combatterli in modo sintomatico con gli stessi medicamenti usati anche in pianura.
La miglior profilassi è e rimane comunque una risalita lenta e un buon preacclimatamento. Durante la stagione aumenta sempre di più le altezze raggiunte e recati regolarmente in montagna. In questo modo ci si acclimata bene.

Philipp Keller
Dott. med. Philipp Keller

Specialista di medicina interna FMH, Medbase Sports Medical Center Zurigo

Sì, il lavoro a turni è un grande problema. L'ho sperimentato personalmente per diversi anni. Il sonno è interrotto a più riprese e purtroppo non esiste un consiglio risolutore, tranne quello di smettere presto o tardi il lavoro a turni perché può causare diverse malattie.

Sarei comunque estremamente prudente con l'assunzione di farmaci. Se queste pennichelle ripetute bastano, sono sicuramente la soluzione migliore.

Philipp Keller
Dott. med. Philipp Keller

Specialista di medicina interna FMH, Medbase Sports Medical Center Zurigo

Rimuginare a letto non è piacevole, ma è molto diffuso. Ecco il consiglio: andare a letto solo quando ci si sta addormentando ad esempio sul divano. Una tisana calmante o esercizi di rilassamento alternativi, come il training autogeno o il rilassamento muscolare, possono aiutare. Anche contattare uno psicologo può essere utile.

Corinne Weil
Dott. med. Corinne Weil

Specialista di medicina interna FMH e medicina dello sport SGSM, Medbase Sports Medical Center Zurigo

Alla sera prova ad annotare su un foglio le cose che ti preoccupano. Inizia con dei rituali serali rilassanti come la meditazione o il training autogeno. È utile anche andare a letto e alzarsi a orari regolari. Se hai problemi da così tanto tempo, parlerei innanzitutto con il medico di famiglia e gli chiederei se ci sono delle terapie farmacologiche (nel migliore dei casi a corto termine).

Se tutto questo non dovesse aiutare, può essere indicato un accertamento al laboratorio del sonno.

Corinne Weil
Dott. med. Corinne Weil

Specialista di medicina interna FMH e medicina dello sport SGSM, Medbase Sports Medical Center Zurigo

Prova a introdurre un rituale rilassante alla sera (yoga, training autogeno, meditazione). Eventualmente puoi annotare le cose che ti opprimono. Se dalle quattro non riesci più a dormire, non restare a letto a pensare, ma alzati e fai qualcosa di rilassante (leggere, esercizi di rilassamento ecc.). Torna a letto solo quando sei di nuovo stanca. Se possibile, cerca però di ridurre lo stress sul lavoro.

Fabienne Meier
Fabienne Meier

Responsabile Terapie e paramedicina presso Medbase, Zugo

Ritengo che nel caso di dolori al tendine di Achille sia importante coinvolgere tutte le strutture. È bene eseguire uno stretching delle strutture miofasciali, curando però anche la mobilità dell’articolazione tibio-tarsale e rafforzando la muscolatura, in modo da migliorare la resistenza dei tendini alle sollecitazioni.

Per aumentare la mobilità dell’articolazione tibio-tarsale, collocarsi in posizione di affondo davanti a una parete, tenendo in avanti il piede interessato. La distanza è ridotta in modo tale che muovendo il ginocchio verso la parete, il tallone resta a terra. Il ginocchio è teso verso il mignolo del piede. Ripetere questo esercizio ogni giorno per 10 volte, in modo da rendere più mobile l’articolazione. 

Per non restare nell’ambito delle strutture passive, all’esercizio di stretching del polpaccio praticato sul bordo di uno scalino può essere aggiunto anche il sollevamento sulle punte dei piedi, includendo così anche un esercizio della forza. Il grado di difficoltà può essere aumentato passando dall’esercizio di sollevamento dei polpacci su due gambe a quello su una gamba sola.  
Può essere necessario ripetere ogni giorno 2-3 serie di questo esercizio per 20-30 volte. 
Non limitarsi allo stretching locale, ma coinvolgere anche la pianta dei piedi, massaggiandola, per esempio, con l’aiuto di una pallina da tennis. La pressione può essere modificata, scegliendo la posizione seduta o in piedi. L’ideale è praticare questi esercizi prima e dopo l’allenamento oppure ogni giorno, a seconda delle esigenze. 

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