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Endometriosi: quando il ciclo è molto doloroso

L’endometriosi è una patologia del basso ventre accompagnata da forti dolori. Nonostante molte donne ne soffrano, spesso non viene riconosciuta dai medici.

L’endometriosi è contraddistinta da mini mestruazioni infiammatorie in parte estremamente dolorose al di fuori dell’utero. La loro origine è da ricercarsi in cellule migranti della mucosa uterina, che formano dei focolai e causano aderenze. Generalmente sono localizzate negli organi del piccolo bacino, ossia ovaie, parte terminale dell’intestino crasso, peritoneo e l’area fra vagina e intestino crasso.

L’endometriosi può rendere sterili

I focolai proliferano attaccando gli organi, ma non creano propaggini. Per questo motivo, contrariamente al cancro, l’endometriosi è considerata una malattia benigna. Ciononostante, comporta limitazioni (a volte anche notevoli) per la vita e le capacità delle interessate. Inoltre ha un carattere cronico e progressivo e può condurre alla sterilità. «Nel 30 percento delle donne sterili, la causa dell’infertilità è l’endometriosi», afferma Sara Imboden, capoclinica e specialista in endometriosi dell’Inselspital di Berna.

Cause: la ricerca sta muovendo i primi passi

Sulla base degli attuali risultati delle ricerche, a dare inizio all’endometriosi è la cosiddetta mestruazione retrograda. Il sangue mestruale, che contiene anche cellule della mucosa uterina, raggiunge l’addome muovendosi in senso inverso attraverso le ovaie. «Praticamente ogni donna ne è interessata», dichiara Sara Imboden. «Non sappiamo tuttavia per quale motivo nelle donne sane il sangue venga completamente riassorbito e in altre no. Sotto questo profilo la ricerca sta ancora muovendo i primi passi».

Un lungo calvario fino alla diagnosi

Sintomi dell’endometriosi
  1. I dolori mestruali si intensificano con il passare degli anni
  2. Dolori durante la minzione
  3. Dolori durante l’evacuazione (a volte con presenza di sangue nelle feci)
  4. Dolori durante i rapporti sessuali (a seconda della posizione)

Una donna su dieci soffre di endometriosi. Parliamo di 176 milioni di persone in tutto il mondo, 190 000 nella sola Svizzera. Mediamente passano da sei a otto anni prima che questa complessa malattia venga diagnosticata. «Uno dei motivi è che la diagnosi può essere effettuata solo tramite laparoscopia», prosegue Sara Imboden. Siccome i sintomi sono aspecifici, a medici di famiglia e ginecologi manca purtroppo la necessaria sensibilità verso questa malattia. «L’endometriosi va cercata in modo mirato e con le domande giuste», prosegue la ginecologa.

Molte donne attraversano un’odissea pluriennale di medico in medico prima di giungere alla diagnosi. «Non essere prese sul serio è per molte donne più doloroso della diagnosi stessa», afferma Sara Imboden, che durante i suoi orari di visita per l’endometriosi si prende almeno tre quarti d’ora di tempo per ogni donna.

Questa patologia ha conseguenze anche a livello economico: uno studio internazionale stima che produca una perdita di produttività annua pari a 9 500 euro per donna. Sulla base della sua esperienza pratica, Sara Imboden non conferma per contro che le donne siano ammalate per 18 giorni l’anno (come calcola un altro studio). (Continua a leggere qui di seguito...)

Per saperne di più sulla ginecologia

Trattamento dell’endometriosi

Sostanzialmente, ad oggi ci sono tre possibilità di trattamento fra cui scegliere a seconda del caso, in base alle esigenze individuali della donna. A chi desidera avere un bambino si consiglia l’asportazione chirurgica dei focolai di endometriosi. «Si tratta di un intervento lungo ed estremamente complesso, che dovrebbe essere eseguito solo da specialisti appositamente formati», dichiara Sara Imboden, che svolge personalmente queste operazioni.

Molte donne cercano di superare il problema con una combinazione di forti antidolorifici (fino ai preparati a base di morfina). Generalmente organizzano tutta la propria vita attorno alle mestruazioni, racconta Sara Imboden, che viene a conoscenza di queste storie durante i propri orari di visita, quando le donne arrivano finalmente da lei, magari dopo anni. «Per me questa specie di terapia farmacologica è una dimostrazione del fatto che la malattia non viene riconosciuta come tale», prosegue la medica.

Terapia ormonale e gravidanza aiutano

Un approccio molto proficuo è per contro la terapia ormonale. Per esempio è possibile assumere costantemente la pillola, anche se quando si smette i disturbi ricompaiono. Alle donne che non desiderano più avere gravidanze, Sara Imboden consiglia una terapia gestagenica, che mantiene sottile la mucosa uterina senza far entrare la paziente artificialmente in menopausa.

«La migliore terapia è una gravidanza, perché sopprime la formazione della mucosa», afferma Sara Imboden. «Per questo motivo è tanto importante riconoscere la malattia in uno stadio precoce, prima che abbia conseguenze per la fertilità».

Gruppo di autoaiuto: www.endo-help.ch

di Dora Horvath,

pubblicato il 25.02.2019


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