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Rimedi casalinghi contro il coronavirus?

La maggior parte delle persone che contrae il Covid-19 presenta sintomi lievi. Alcuni semplici accorgimenti possono essere d’aiuto per disinfettare e combattere l’infezione quando non è grave.

Innanzitutto va fatta una premessa: chi presenta sintomi gravi (vedi riquadro) non deve fare affidamento sui rimedi casalinghi, ma richiedere l’assistenza di un medico professionista. Chi invece contrae il nuovo coronavirus in forma lieve, un caso che interessa la maggior parte delle persone, probabilmente può cavarsela seguendo alcune semplici regole.

In caso di sintomi lievi

Nonostante si tratti di accorgimenti che si sono dimostrati utili contro il comune raffreddore, non è ancora chiaro in quale misura possano essere efficaci nella situazione attuale, perché non sono stati ancora sperimentati sull’uomo per i nuovi coronavirus.

  • Bere a sufficienza: le mucose umide riescono a combattere più efficacemente i virus perché il loro naturale meccanismo di autopulizia funziona meglio che nelle mucose asciutte. Inoltre in caso di infezione il corpo ha bisogno di una quantità maggiore di liquidi del normale. Generalmente bere bevande calde è un’ottima soluzione, ad esempio un infuso di salvia con miele (o zucchero) e limone. Sciogliendosi il miele rilascia una sorta di «disinfettante». Se si beve una quantità sufficiente di liquidi l’urina è chiara. Chi preferisce le bevande fredde può ad esempio fare un infuso di salvia molto concentrato e usarlo per preparare dei cubetti di ghiaccio da succhiare. Masticare chewing gum, succhiare caramelle acidule o alle erbe stimola la salivazione. 
  • Recuperare energie, eventualmente restando a letto: questo rimedio della nonna oggi non va più di moda, ma è sempre efficace nelle malattie che causano febbre.
  • Se la temperatura sale si possono fare impacchi ai polpacci: finché lo stato di salute generale è buono e la febbre non è alta non è necessario adottare particolari misure. Quando compare la febbre le difese immunitarie sono addirittura più attive. Gli impacchi ai polpacci aiutano ad abbassare la temperatura. Per prepararli basta immergere due canovacci in acqua con una spruzzata di aceto, avvolgerli attorno ai polpacci e ricoprirli ciascuno con un asciugamano. Questo rimedio va usato solo se i piedi sono caldi.
  • Zinco: si pensa che abbia la capacità di condotto a riguardo ha tuttavia rilevato che lo zinco non apporta alcun beneficio. È invece più efficace se assunto in forma di compresse orosolubili (dose giornaliera da 75 a 90 milligrammi) che si sciolgono lentamente in bocca. Quando il raffreddore se ne va è bene smettere perché lo zinco inibisce l’assorbimento di altre importanti sostanze minerali contenuti negli alimenti. Un effetto collaterale di questa sostanza è la nausea.
  • Piante officinali: il gruppo specializzato consiglia le seguenti piante medicinali per sostenere il sistema immunitario: preparati a base di echinacea. Quando compaiono i primi sintomi consiglia di assumere echinacea, radice di geranio zenzero, liquirizia o corteccia di cannella. In diversi esperimenti di laboratorio gli estratti di queste piante officinali hanno dimostrato di essere efficaci contro i virus, spiega la farmacista Dr. sc. nat. Beatrix Falch di Herbadonna. «Non sappiamo tuttavia se e in quale misura i preparati ottenuti con queste piante abbiano un effetto benefico sulle persone. In ogni caso il rischio che una persona adulta e in buona salute, che assume un dosaggio corretto, possa danneggiarsi è a nostro avviso molto remoto. E visto che in questo momento non abbiamo alternative vale sicuramente la pena di provare.»
  • Altre piante conosciute per la loro efficacia contro la tosse sono l’edera, il timo e la primula. Attenzione: l’echinacea non può essere assunta continuativamente nel lungo periodo. Se ne sconsiglia l’assunzione alle persone che soffrono di malattie autoimmuni. Va evitata anche in caso di allergia alle composite (come l’arnica, la camomilla, la calendula, l’achillea). La radice di geranio può influire sulla coagulazione del sangue e sull’azione della penicillina e causare effetti collaterali lievi come nausea, diarrea o vomito. Possono inoltre verificarsi anche reazioni allergiche. Per sicurezza, è quindi consigliabile ricorrere a una consulenza specialistica.
  • Miele: almeno nei bambini può avere un calmante sulla tosse. Ne possono assumere da mezzo a due cucchiaini prima di coricarsi. Attenzione: evitare il miele ai bambini al di sotto di un anno.
  • Oli essenziali: uno condotto su un gruppo di bambini e genitori ha dimostrato che massaggiare il petto con un balsamo per i bronchi come Vicks VapoRub calma la tosse e aiuta a dormire meglio. Secondo il gruppo Herbadonna in questo caso gli oli essenziali adatti sono: la ravintsara (Cinnamomum camphora), l’eucalyptus radiata, il thymian vulgaris, l’alloro (Laurus nobilis) e il limone (Citrus limon). Lavarsi le mani, versarvi una o due gocce di olio e tenerle davanti alla bocca e al naso come fossero una maschera, inalando con la bocca. Quindi rilavarsi le mani. Le persone adulte, altrimenti in buona salute, possono anche versare una goccia di olio di ravintsara sulla lingua, lasciare che si sciolga in bocca per dieci minuti e deglutire poco alla volta. Gli oli essenziali vanno utilizzati sempre diluiti o in quantità minime e preferibilmente dopo aver consultato uno specialista. Chi soffre di epilessia o di asma deve usare particolare cautela. Non devono essere inoltre somministrati ai neonati, ai bambini e alle donne in gravidanza. Non è ancora chiaro se i vapori degli oli essenziali possano irritare ulteriormente i polmoni in caso di infezione da coronavirus.

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Nuovo coronavirus: così ci proteggiamo

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Disinfezione: all’occorrenza va bene anche il rum

In tempi «normali» i virus della famiglia Coronaviridae causano circa il 10-25 percento dei raffreddori. Ne esistono di vari tipi, quello più recente è il Sars-CoV-2 che sta circolando in questo momento. Hanno tutti in comune una caratteristica che li rende vulnerabili: sono circondati da una membrana. Basta per disgregarla e disattivare il virus. Per questo è fondamentale lavarsi le mani! Seguire un’igiene corretta delle mani è molto perché aiuta a prevenire le infezioni e può persino abbreviare un po’ il decorso della malattia.

Ad esempio, se una persona infetta si strofina il naso e poi tocca la maniglia di una porta o altri oggetti, in alcune condizioni i coronavirus possono rimanere sulle superfici per giorni. La persona può anche essere contagiosa senza presentare (quasi) alcun sintomo. L'igiene è quindi la regola d’oro da seguire.

L’alcol (sulla pelle) può ridurre drasticamente il numero di coronavirus entro un minuto se almeno al 62 percento o ancor meglio 70 percento. Se non si riesce a trovare un disinfettante, all’occorrenza ci si può disinfettare le mani con un whisky ad alta gradazione alcolica o ad esempio con lo «Stroh Rum» 80 percento che solitamente viene usato per la cottura flambé.

L’acqua di Javel

Anche la candeggina allo 0,1 percento, ad esempio l’acqua di Javel, è ottima per disinfettare gli oggetti. La si può produrre in casa diluendo con l’acqua la comune candeggina al 5 percento con una proporzione di 1:50, ad esempio un decilitro di candeggina in 5 litri di acqua. Durante la preparazione occorre prestare molta attenzione e indossare i guanti, proteggersi bene gli occhi dai possibili schizzi (indossando occhiali protettivi) ed evitare il contatto con la pelle e le mucose. Si tratta comunque di una sostanza che può danneggiare alcuni tipi di superfici.

L’infezione da Covid-19

Nelle infezioni tutto dipende da quanti virus riescono a penetrare nel corpo. Negli ambienti mal areati si concentra un numero maggiore di virus rispetto agli spazi che vengono regolarmente arieggiati. Per questo è importante cambiare sempre l’aria degli ambienti.

Prevenzione: fare gargarismi, meditare, dormire

  • Gargarismi con l’acqua: uno studio giapponese ha rilevato che fare gargarismi tre volte al giorno per 15 secondi con circa 20 millilitri d’acqua riduce la frequenza dei raffreddori.
  • Vestirsi bene: quando si raffreddano, le mucose delle vie respiratorie vengono irrorate in modo meno efficace e questo ne indebolisce le difese immunitarie.
  • Dormire a sufficienza: in un esperimento in cui i partecipanti avevano contratto intenzionalmente il virus del raffreddore è stato osservato che quelli che dormivano almeno sette ore per notte avevano una probabilità molto più bassa di sviluppare la malattia rispetto a quelli che dormivano meno di sei ore.
  • Probiotici: se assunti regolarmente (ad es. nello yogurt) possono ridurre la durata del raffreddore di circa due giorni. Tuttavia secondo l’associazione gli studi condotti finora con l’acido lattico, il bifidus e altri batteri probiotici non hanno fornito alcuna prova certa.
  • Psiche: dopo un periodo di stress è importante riposare a sufficienza. Ridere può influire sul sistema immunitario. In quale misura aiuti a prevenire il raffreddore non è tuttavia ancora noto. Anche la musica può essere utile in una situazione di tensione come quella attuale: può diminuire le paure e le preoccupazioni e distoglierci dai pensieri ossessivi.
  • Meditazione: meditare regolarmente ha un effetto rilassante e riduce l’ansia. Un ha evidenziato che le persone che praticavano regolarmente la meditazione, durante la stagione dei raffreddori si ammalavano di meno rispetto a quelle persone del gruppo di confronto.
  • Altri suggerimenti: non fumare, perché il fumo inibisce il meccanismo di autopulizia dei polmoni. Seguire un’alimentazione colorata (frutta e verdura di diversi colori) ed equilibrata. Quando è possibile stare al sole e verificare che l’apporto di vitamina D sia sufficiente. Il movimento fa bene all’organismo, ma senza esagerare con l’allenamento. 

Fonte: «Primary and Hospital Care»

Cos’è normale?

A seconda del testo di riferimento e del punto in cui viene misurata, la febbre comincia già quando la temperatura corporea è di 37,8 °C oppure a 38,5 °C. Nei neonati prima dei due mesi una temperatura superiore ai 38 °C è sempre considerata febbre.

A riposo un adulto in salute respira da 14 a 20 volte al minuto. I bambini hanno una respirazione più frequente (circa 25 respiri al minuto in un bambino di sei anni), i bambini piccoli e i neonati respirano ancora più rapidamente. Per sapere con quale frequenza respira una persona malata si devono contare le respirazioni senza farsi notare, perché quando ci si sente osservati spesso si accelera il respiro.

In una persona adulta e sana i battiti cardiaci vanno da circa 60 a 80 al minuto. Gli sportivi ben allenati spesso hanno un polso più rapido. In caso di febbre, movimento, agitazione o altre emozioni forti il battito accelera. Anche il caffè, il fumo e alcuni medicinali possono influire sul battito cardiaco.

Quando rivolgersi al medico

  • stato di malessere generale
  • se i sintomi peggiorano o compare anche la febbre
  • se la malattia colpisce un neonato o un bambino piccolo
  • se la persona ha più di 65 anni
  • in caso di malattie croniche come diabete, pressione alta, malattie cardiovascolari e delle vie respiratorie, cancro e patologie o terapie che indeboliscono il sistema immunitario
  • disturbi inconsueti come febbre alta, difficoltà di respirazione, stordimento, brividi

di Dott. med. Martina Frei,

pubblicato in data 19.03.2020


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